Anticoncezionale maschile: i progressi nella ricerca sulla contraccezione

Anticoncezionale maschile: i progressi nella ricerca sulla contraccezione

 

A cosa serve la pillola anticoncezionale?

Attualmente i metodi efficaci di contraccezione maschile sono limitati alla vasectomia e ai preservativi. Negli ultimi anni ci sono stati dei promettenti progressi nel campo della ricerca sui metodi contraccettivi maschili. Esiste un approccio ormonale e uno non-ormonale, la pillola anticoncezionale per uomo rientra nell’approccio ormonale. Si spera che presto si possa arrivare ad un vero e proprio utilizzo di questi approcci nella pratica clinica. Di sicuro si potrebbe migliorare notevolmente la scelta contraccettiva per le coppie.

Lo sviluppo di metodi contraccettivi femminili ha avuto un grande impatto sul tasso di fertilità, sulla salute delle donne, sul ruolo delle donne nella società e sulle pratiche sessuali di adulti e adolescenti. Per molte donne esistono controindicazioni all’utilizzo di  contraccettivi, altre sperimentano effetti avversi derivanti dall’uso di questi metodi. L’unica opzione, come metodo anticoncezionale maschile, efficace e reversibile è il preservativo, associato comunque a un tasso di fallimento annuo del 13%. È interessante sottolineare che alcuni sondaggi tra le coppie hanno dimostrato che la maggior parte degli uomini e delle donne sarebbe disposta ad utilizzare metodi contraccettivi maschili sicuri ed efficaci, se fossero disponibili.

Come funziona la pillola anticoncezionale per uomini?

Negli uomini, l’asse ipotalamo-ipofisi-testicolare regola la produzione di testosterone e sperma. L’ipotalamo rilascia l’ormone che libera nel organismo le gonadotropine (GnRH), che stimola l’ipofisi a rilasciare gonadotropine, l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolo-stimolante (FSH). L’ormone LH stimola le cellule di Leydig dei testicoli a produrre testosterone e l’ormone FSH stimola le cellule di Sertoli, necessarie per la produzione di spermatozoi. Il testosterone lega anche i recettori degli androgeni nell’ipofisi che sopprimono il rilascio di LH ed FSH, in un ciclo di feedback altamente regolato. I metodi contraccettivi ormonali sfruttano questa inibizione del feedback fornendo androgeni dall’esterno per inibire il rilascio di LH e FSH. La soppressione delle gonadotropine disattiva la stimolazione delle cellule di Leydig e del Sertoli nei testicoli. Di conseguenza si abbassa notevolmente la sintesi del testosterone intra-testicolare e si arriva alla cessazione della spermatogenesi nella maggior parte degli uomini.

Gli studi clinici di vari regimi contraccettivi ormonali maschili hanno rivelato che l’aggiunta di un progestinico all’androgeno aumenta la velocità e l’entità della soppressione delle gonadotropine. Inoltre può persino inibire direttamente la spermatogenesi. Di conseguenza, come anticoncezionale maschile si punta all’utilizzo accoppiato di androgeni e progestinici.

Che effetto fa la pillola su un uomo?

La pillola per uomo, oltre a fungere da anticoncezionale maschile, ha diversi effetti sull’organismo oltre a quelli desiderati. L’abbassamento del livello di testosterone determina una diminuzione nella produzione di spermatozoi. Ed è così che si ottiene l’effetto desiderato, ovvero quello contraccettivo. A livello sistemico chiaramente un livello più basso di testosterone ha anche altri effetti. Diversi studi riportano una serie di segni e sintomi, che possono rientrare tra gli effetti collaterali avversi. Tra i segni troviamo acne e aumento di peso. Tra i sintomi troviamo invece depressione e riduzione della libido.

Novità dall’Australia per la contraccezione maschile

Per la prima volta in Australia verrà sperimentato un nuovo metodo anticoncezionale maschile. Si tratta di una sostanza a base di idrogel, che potrà essere iniettata nei vasi deferenti. Questi ultimi sono deputati al trasporto degli spermatozoi e la sostanza agirà impedendo il passaggio dello sperma. L’effetto dell’idrogel dovrebbe durare due anni, al termine dei quali sarà possibile iniettarlo di nuovo.

Nello studio in un ospedale di Melbourne verranno coinvolti 25 uomini, che saranno monitorati per tre anni. Il team di ricercatori analizzerà i campioni e sottoporrà i soggetti a regolari controlli sanitari. Con questo metodo si potrebbe arrivare ad un punto di svolta, in quanto si otterrebbe un’alternativa (non permanente) agli altri metodi contraccettivi.

 

Fonti: Emerging Approaches to Male Contraception

 

 

 

 

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Autore dell'articolo: Eliana Pellegrino