Azzolina concede pieni poteri ai dirigenti scolastici
ROMA – Azzolina concede pieni poteri ai dirigenti scolastici. Ed è polemica. L’Unione Sindacale di Base Scuola ha infatti attaccato la scelta del ministro della pubblica istruzione:
“Ancora una volta, con una scelta incomprensibile e scellerata, il governo lascia la decisione sull’apertura o chiusura delle scuole ai singoli dirigenti scolastici, che potranno indicare le ragioni “indifferibili” per tenere le scuole aperte – si legge in una nota – Una scelta priva di senso, vista l’assenza di qualsiasi attività didattica e l’inesistenza di qualsiasi servizio essenziale”.
E ancora:
“Da giorni, in totale solitudine, USB Scuola chiede che le scuole vengano chiuse per tutelare la salute del personale ATA e dei dirigenti scolastici, mettendo fine a una discriminazione inaccettabile e irresponsabile”.
Azzolina concede pieni poteri ai dirigenti scolastici
Per l’Usb Scuola la scelta di non chiudere è “evidentemente finalizzata” a portare avanti la “didattica a distanza” in tutte le sue forme. In questo senso, il sindacato ritiene “particolarmente preoccupante” quanto detto dalla Azzolina ai dirigenti scolastici:
“Voi sì che siete i comandanti della nave, adesso avete una responsabilità fondamentale: garantire che l’attività didattica a distanza venga effettuata […]. Abbiamo il decreto legislativo 165 del 2001, che vi dà autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di organizzare scolastica secondo criteri di efficienza e efficacia”.
Non c’è che dire. Le parole del ministro appaiono chiare. Pieni poteri ai Dirigenti Scolastici, che hanno il compito di portare avanti a oltranza l’attività didattica “in assenza di una funzione di guida e di indirizzo del ministero”.
L’attacco di Usb Scuola sulla didattica a distanza
Ma c’è chi dice no. Di fronte alle dichiarazioni “estremamente pericolose” del Ministro, Usb Scuola ribadisce con chiarezza che “è necessario chiudere le scuole per tutelare la salute di ATA, dirigenti scolastici e, di conseguenza, di tutta la collettività”. Non solo. Il sindacato sottolinea anche che “la didattica a distanza non può essere obbligatoria perché la scuola si fa in classe, in presenza, in una relazione continua e viva”. Posizioni importanti. Infine, secondo Usb Scuola:
“E’ impossibile valutare gli studenti in tale contesto emergenziale. Valutare a distanza è semplice esercizio numerico di classificazione, non ha alcuna valenza formativa. Non si possono certificare le assenze come se si fosse in aula, né svolgere gli stessi orari di classe, fingendo che la virtualità sia la normalità”.
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