Codiv19 colpisce maggiormente gli uomini

Codiv19 colpisce maggiormente gli uomini

Codiv19 colpisce maggiormente gli uomini. Questo quanto analizzato nel Report dell’Istituto Superiore di Sanità

Analizzando i dati pubblicati su Epicentro, si evince dunque che Codiv19 colpisce maggiormente gli uomini; invece l’età media dei pazienti deceduti e positivi 79.4 anni (28,4% sono donne).

Le cifre dell’Iss (al 13 marzo) mostrano anche che l’età mediana dei pazienti deceduti positivi a Codiv19 è più alta di circa 15 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione.

Le donne invece decedute dopo aver contratto l’infezione, hanno un’età più alta rispetto agli uomini: donne 84 – uomini 79, la letalità inoltre aumenta in maniera marcata dopo i 70 anni.

Graziano Onder, direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dichiara:

La letalità stratificata per fasce di età non è più alta di quella di altri paesi.

Scontiamo un’età media molto alta e una percentuale significativa della popolazione che ha più patologie, un fattore che aumenta il rischio di morte.

Non a caso il numero medio di patologie osservate nei deceduti è di 2.7.

Il Coronavirus colpisce di più i maschi, ma quali terapie usate?

Di nuovo viene in aiuto l’istituto superiore di sanità che, in un altro report pubblicato su Epicentro, valuta come sia la terapia antibiotica quella più usata.

Nelle persone decedute positive al Covid-19 la terapia antibiotica è stata quella più utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%), più raramente la terapia steroidea (27%).

I dati, aggiornati a ieri, analizzano dunque le caratteristiche dei pazienti deceduti: il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2.7.

Complessivamente, 3 pazienti, e non 12 come era stato indicato in precedenza per un refuso, presentavano 0 patologie (0,8% del campione); 89 (25,1%) presentavano 1 patologia, 91 presentavano 2 patologie (25.6%); infine 172 (48,5%) presentavano 3 o più patologie.

Nel report inoltre si legge:

Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di Codiv19.

 In 25 casi (14,9%) sono utilizzate tutte 3 le terapie.

 

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