Banchi: “La situazione falli ci ha posto in emergenza. Ogni contatto ci ha visti penalizzati, come testimoniato da…”
Questa sera al “Mediolanum Forum” di Assago, l’Olimpia Milano ha battuto per 85-73 la Virtus Bologna, laureandosi campione d’Italia per la terza stagione consecutiva (la 31.a nella storia). Di seguito vi proponiamo le dichiarazioni del coach virtussino Luca Banchi.
Luca Banchi, le sue parole post partita
“Partita molto intensa, la situazione falli ci ha posto in emergenza fin dal primo tempo. Abbiamo cercato comunque di reclutare risorse, ogni contatto ci ha visti penalizzati, come testimoniato dall’enorme numero di liberi tentati da Milano. Ma la squadra ha combattuto con coraggio fino all’ultimo, nonostante si sentisse la fatica. E’ mancata a volte la lucidità , ma mai la voglia e il desiderio. Il gruppo è stato capace di una stagione speciale, in 82 partite ufficiali. Ogni sera volevamo giocare per vincere, e dimostrare che il gruppo aveva tutte le qualità per avere successo. Chiudere così la stagione lascia amarezza, ma il feeling con la tifoseria si è rafforzato grazie all’impegno profuso e riconosciuto. Abbiamo vissuto serate formidabili, e stasera ho sperato fosse una di quelle. Non ne siamo stati capaci, per merito anche dei nostri avversari, ma abbiamo continuato a combattere. Una stagione che sembra lunga 10 anni, una sequela di partite pazzesche. La squadra al di là di quel che è accaduto in estate, aveva voglia di competere. Sono molto orgoglioso di loro. Non sono solo i trofei che alziamo a determinare le caratteristiche di un campione. Loro stasera si meritano di essere definiti tali”.
“In gara 1 e 3 abbiamo avuto epiloghi che hanno lasciato rimpianti e amarezza, ma obiettivamente devo dire che siamo arrivati a questi playoff senza un attimo di tregua, senza poter recuperare giocatori infortunati, ad un ritmo frenetico con infortuni seri anche durante gli stessi playoff. Questo ci ha tolto equilibrio e il potenziale che avremmo potuto avere. Stasera forse è stata l’unica partita in cui tra le squadre si è creata una distanza che ha portato l’inerzia in una direzione, ma arrivando comunque a 2-3 possessi da loro. Abbiamo giocato alla pari anche tirando con il 23% da 3 punti nelle prime gare, qualcosa di anomalo nel basket moderno: siamo andati ad un supplementare con +13 di valutazione ma tirando molto peggio, ed è arrivata per poco la vittoria. In gare di questa pesantezza a volte decidono tiri estemporanei, quelli che Milano ha trovato. Noi comunque le risorse le abbiamo trovate, avrei preferito avere tutti i miei giocatori al top, ma le sensazioni post semifinale e finale avevano fatto pensare ad una serie chiusa, con una squadra in netta salute e crescita. Invece, archiviamo questa finale con tanta amarezza, perché tra noi e loro non c’è tanta distanza. Saremmo dovuti essere al top della condizione psicofisica, abbiamo fatto uno sforzo pazzesco, ma in alcuni dettagli non siamo stati bravi”.
“E’ stata una stagione lunga, come fossero state più stagioni, iniziando tutto al migliore dei modi pur con il mio arrivo rocambolesco. Abbiamo vinto in Supercoppa, abbiamo trovato subito ritmo in Eurolega con vittorie su vittorie che ci hanno etichettato come la rivelazione della competizione, cosa inedita per una squadra al secondo anno in gioco. Era impossibile restare immuni da alti e bassi di condizione, chi conosce questo format sa che è normale andare incontro a cali, infortuni, momenti in cui ti riesce tutto e altri in cui ti gira tutto contro. Abbiamo avuto la forza di reagire, è stata una lunga serie di emozioni, e io ringrazio chi mi ha messo ad allenare questo club così come la squadra che mi ha accolto subito, mi sono sentito abbracciato e coinvolto, io ho cercato di dare il mio contributo percependo, ogni giorno in palestra, la voglia di diventare migliori. Si sono messi tutti a disposizione, io spero di essere stato all’altezza di un gruppo di campioni, con valori speciali”.
“Hanno saputo catturare affetto in tutta Italia, ho avuto attestati di stima per quanto fatto in Europa a dimostrare che è una squadra che è stata amata, coesa, e le nostre più belle vittorie sono state quelle del collettivo. Difficile siano arrivate per prestazioni di un singolo, noi non abbiamo mai avuto una prestazione come quella odierna di Mirotic: nessuno ha mai tirato 20 liberi o messo 25 punti. La mia pallacanestro è sacrificio collettivo, criterio e disciplina cercando in difesa di colmare lacune per restare competenti ad alto livello. Abbiamo conquistato il livello delle squadre più forti d’Europa, che per batterci hanno faticato come pazzi. Ho il rimpianto di non aver riportato la serie a Bologna, gara 5 sarebbe stata la testimonianza che Bologna è una città speciale, unica”.
Condividi Articolo:


