Berlusconi boccia il reddito di cittadinanza

Berlusconi boccia il reddito di cittadinanza: “Una paghetta offensiva”

         
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MILANO – Berlusconi boccia il reddito di cittadinanza e torna, ancora una volta, ad attaccare il governo. Ecco cosa ha affermato il presidente di Forza Italia in un video postato sui suoi profili social:

“Sappiamo che purtroppo negli ultimi tempi sono stati trecentomila i giovani che hanno lasciato l’Italia per cercare un lavoro adatto alle loro aspirazioni, che in Italia non trovavano. Dobbiamo sapere che esistono oggi in Italia due milioni di ragazze e ragazzi che non studiano e non lavorano. Questo governo, invece di credere nel loro futuro e di offrire prospettive concrete, propone come unica soluzione il reddito di cittadinanza, una paghetta offensiva di 493 euro in media”.

Berlusconi boccia il reddito di cittadinanza

Pertanto, secondo Berlusconi bisogna trovare altre soluzioni, che siano evidentemente diverse da quelle prospettate dal governo a trazione Movimento 5 Stelle-Liberi e Uguali-Partito Democratico:

“Noi abbiamo approfondito il problema – dice – e proponiamo la detassazione, cioè una fiscalità di vantaggio, per le aziende che investono e assumono giovani e, in relazione ai giovani assunti, una detassazione e una decontribuzione dei contratti di lavoro: tre anni per il praticantato e i successivi tre anni per i contratti di primo impiego”.

Non è la prima volta che Berlusconi si mostra critico nei confronti dell’attuale esecutivo. Già nei mesi scorsi, colloquiando con i giornalisti a Zagabria durante il secondo giorno del congresso del Partito Popolare Europeo, l’ex premier aveva infatti parlato senza mezze misure di un “governo senza principi e senza valori“.

Non solo; il leader azzurro, in un intervento pubblicato sul suo account Twitter ufficiale, aveva aggiunto:

“Non si può scommettere su un governo che vede insieme forze politiche in modo innaturale. La legge di bilancio dimostra che non sono in grado di trovare una soluzione. Non sostengono il lavoro, non aiutano imprese, famiglie e mettono più tasse, aumentando la spesa pubblica”.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis