capodanno senza spray urticanti

Capodanno senza spray urticanti

Capodanno senza spray urticanti. Alcuni Comuni dicono no all’uso di bombolette spray dopo i tragici fatti di Corinaldo

Per la legge italiana è uno strumento di difesa ma la notte di Capodanno senza spray urticanti è una disposizione che va prendendo piede tra i Comuni d’Italia.

L’inosservanza delle disposizioni contenute nelle ordinanze, che riguardano anche lo stop ai petardi sarà punita con una multa fino a 500 euro “salvo che il fatto costituisca reato”.

Capodanno senza spray urticanti quindi in diverse piazze italiane anche l’antesignana è stata Firenze che, già dal 2017 ne aveva vietato l’uso

Ordinanza che il sindaco di Firenze ha approvato anche per il Capodanno 2018 insieme ad altri primi cittadini:

  • Torino: dopo i fatti della finale di Champions League del 3 giugno 2017, il sindaco Appenino vieta l’uso degli spray insieme a quello delle armi;
  • Cesena: divieto di usare bombolette spray tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2019;
  • Matera: l’ordinanza del sindaco Raffaello De Ruggeri vieta lo spray per prevenire situazioni di pericolo e di panico;
  • Velletri: il sindaco Orlando Pocci ha firmato un’ordinanza comunale con effetti limitati al periodo natalizio;
  • Brescia: dal Comune secco no a lattine, fuochi d’artificio e, novità, niente spray urticanti.

Il dibattito è comunque aperto anche dopo le dichiarazioni del primo cittadino di Roma Virginia Raggi:

Gli spray al peperoncino? Sono assolutamente d’accordo a non vietarli, sono strumenti di difesa per le donne e non bisogna cadere nella strumentalizzazione politica.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vice premier Matteo Salvini:

Il problema non è lo strumento ma l’uso che se ne fa. Se uno va in piazza con lo spray al peperoncino è un cretino che prima va curato e poi va portato per due giorni al fresco così gli passa la voglia.

Il capodanno senza spray urticanti è un tema venuto alla ribalta della cronaca dopo i fatti tragici nella discoteca di Ancona la Lanterna Azzurra

Una sera di festa per tanti giovanissimi finita in tragedia: 5 ragazzini di 14-16 anni e una mamma che accompagnava la figlia di 11 al concerto di Sfera Ebbasta.

Il tutto causato da un ragazzo che ha lanciato una bomboletta spray urticante che ha scatenato il panico tra i tanti presenti nel locale.

Bombolette ancora protagoniste a Torino la sera del 3 giugno 2017, finale Champions League Juventus Real Madrid, quando in piazza San Carlo si scatena il panico.

Motivo: una banda di rapinatori che avevano spruzzato spray al peperoncino per derubare i tifosi in cui rimasero ferite 1.500 persone tra cui Erika Pioletti, morta dopo alcuni giorni di agonia.

A proposito di questo episodio, nei giorni scorsi, la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro ragazzi della “banda dello spray” accusati di avere scatenato il panico.

Ma cosa dice la legge? In Italia l’uso dello spray urticante è regolamentato dal D.M. 12 maggio 2011, n. 103

Il loro utilizzo è esclusivamente riservato ai casi di pericolo e autodifesa e devono aver determinate caratteristiche:

  • contenere una miscela non superiore a 20 ml di oleoresin  capsicum;
  • avere una percentuale di oleoresin capsicum disciolto non superiore al 10% con una concentrazione massima di capsaicina e capsaicinoidi totali pari al 2,5%;
  • la miscela erogata dal prodotto non deve contenere sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, cancerogene o aggressivi chimici;
  • essere sigillati all’atto della vendita e muniti di un sistema di sicurezza contro l’attivazione accidentale;
  • avere una gittata utile non superiore a tre metri.

Tutti gli altri strumenti che non rispettano tali criteri vengono considerati al pari delle armi.

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