Fatturazione elettronica, il Decreto Fiscale chiarisce gli esclusi

Fatturazione elettronica, il Decreto Fiscale chiarisce gli esclusi

         
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Una delle grandi novità dell’imminente 2019 è sicuramente quella legata al tema fiscale e all’introduzione della nuova fatturazione elettronica come obbligo per aziende e liberi professionisti che dispongono di partita IVA.

Un cambiamento epocale, che elimina le incombenze e costi legati alla gestione delle fatture cartacee; introduce un nuovo modello digitale in grado di garantire risparmio e maggiore controllo sui flussi e processi legati all’emanazione di una fattura.

Fatturazione elettronica: una novità che sta facendo storcere il naso a molti; associazioni e imprese che a gran voce hanno chiesto uno slittamento dell’entrata in vigore del provvedimento

Il Governo, in risposta, ha tirato dritto, rimandando al mittente le richieste di rinvio.

Per supportare la fase d’avvio, l’Agenzia delle Entrate ha emanato circolari che, assieme al Decreto Fiscale, hanno fatto chiarezza su alcuni punti della normativa.

Con la fatturazione elettronica 2019  ormai alle porte, le aziende stanno correndo per farsi trovare pronte alla gestione digitale dei processi legati all’emanazione, trasmissione e conservazione delle fatture. Proprio a tale fine, come riportato anche nel blog di uno dei punti di riferimento del settore come Fatture in Cloud, è importante che aziende e liberi professionisti si dotino di semplici e funzionali strumenti informatici che permettono la gestione completa delle fatture elettroniche.

Tornando ai contenuti del Decreto Fiscale

 in quest’ultimo è stato specificato che sono esclusi dall’obbligo di emissione della nuova fattura elettronica gli operatori sanitari; in particolare per i soggetti che sono tenuti all’invio dei dati al sistema tessera sanitaria, ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata.

Di questo gruppo fanno parte: le aziende locali e quelle ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i policlinici universitari, le farmacie; ma anche i presidi di specialistica ambulatoriale, le strutture dedite a prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa; inoltre altri presidi per l’erogazione di servizi sanitari e i medici chirurghi e gli odontoiatri iscritti all’albo.

Continuando l’esame degli esclusi dall’obbligo di rilascio della fattura elettronica, troviamo una platea di oltre 5 milioni di titolari di partita IVA. Si tratta, come detto, degli operatori sanitari, ma anche dei contribuenti che hanno aderito al regime forfettario e vecchi minimi, esercenti e artigiani che operano solo con consumatori e che emettono scontrini e ricevute fiscali, gli agricoltori in regime speciale e infine le imprese che effettuano la cessione di beni e prestazione di servizi nei confronti di persone che non sono residenti.

Un’altra novità stabilita dal Decreto è quella che riguarda la moratoria sulle sanzioni per chi non si adeguerà a tale obbligatorietà della fatturazione elettronica

Attualmente è previsto un periodo di transizione, senza applicazione delle sanzioni, fino al 30 giugno, ma la nuova proroga dovrebbe far slittare tale obbligo a fine settembre 2019.

Dopo queste precisazioni importanti, gli operatori del settore rimangono in attesa del primo di gennaio quando tale nuovo regime fiscale entrerà effettivamente in vigore.

Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.