Conte attacca Meloni: “Abbiamo un governo che segue le indicazioni di Washington supinamente”
Conte, ospite del programma tv Accordi e Disaccordi, ha toccato il tema della guerra in Ucraina. Nell’intervista l’ex premier ha duramente criticato l’atteggiamento di Meloni e del governo italiano, in piena continuità con quanto fatto dal governo Draghi. Teme un rischio di escalation militare nel conflitto in Ucraina e non nasconde la sua preoccupazione per i possibili impegni presi a Kiev dalla premier italiana.
L’intervista a Giuseppe Conte
“Sono molto preoccupato sulla guerra in Ucraina“. Per il leader del Movimento Cinque Stelle, dopo un anno di conflitto, bisogna chiedersi se la strategia militare portata avanti finora abbia finanziato. Per l’ex premier “è chiaro che questa strategia non ci sta portando ad una via d’uscita”.
Ricorda che tutti gli strumenti adottati finora, come i pacchetti di sanzioni contro la Russia, oltre agli aiuti militari, non sono riusciti in questo lasso di tempo a sconfiggere la Russia. L’ex premier tuttavia si è detto favorevole, nei primi mesi del conflitto, ad un invio di aiuti militari, considerata “l’asimmetria delle forze in campo” in modo da consentire all’Ucraina “il diritto alla difesa”. Quello che manca però, a detta del leader dei Cinque Stelle, è l’assenza di una soluzione diplomatica. “Adesso sono gli strateghi militari le più alte autorità in campo”

L’attacco contro il governo
Conte si dice preoccupato per l’atteggiamento del governo italiano, in piena soggezione rispetto alla politica di Washington e dei comandi della Nato e teme che ci possa essere un’ulteriore escalation. “Aumenteranno le migliaia di vittime, così il conflitto diventa incontrollabile”. Per l’ex premier ci possono essere delle soluzioni, che stanno nella diplomazia e nella ricerca costante di un dialogo tra le due parti in conflitto.
E contesta, sia a Draghi prima che poi a Meloni, di aver seguito in modo pedissequo le indicazioni politico-militari della Nato. E così facendo è venuta meno l’Unione Europea:
“Il nostro governo sta seguendo supinamente Washington, anziché organizzare per l’Ue un ruolo dotato di una qualche autonomia senza rompere il fronte, e quindi senza indirizzare il tutto verso una soluzione negoziale”
Conte teme un’escalation
E poi, commentando la visita di Giorgia Meloni a Kiev, esprime ulteriori preoccupazioni sui prossimi invii militari, e teme che si possa arrivare all’invio anche di armi di attacco, come le batterie missilistiche di media e lunga gittata e i bombardieri. E non sa esattamente qual è stato l’impegno assunto da Meloni con Zelensky.
Rivendica al contempo la centralità del Parlamento in queste scelte cruciali per la politica estera del Paese, affinché tutti i cittadini siano correttamente informati:
“Io lo dico sempre, si viene in Parlamento e si discute, non vorrei che si discuta sottobanco di jet o di truppe. Si sta ragionando sulla sproporzione di forze militari in termini di truppe in campo e l’Ucraina potrebbe chiedere di mandare le truppe… Manderemo le truppe?”
Così facendo secondo Conte si rischia di oscurare tutte le soluzioni politiche e diplomatiche. Ed il rischio è quello di “arrivare con opinioni pubbliche che si girano dall’altra parte, e così rischiamo di lasciare soli gli ucraini”. E fa un parallelo con un caso dell’Afghanistan. “Se li vogliamo aiutare (gli ucraini ndr) solo con un negoziato di pace”.
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