Crescita demografica: boom nei paesi africani entro il 2100

La crescita demografica è uno dei temi ricorrenti del XXI secolo. In molte parti del mondo vi è un boom delle nascite che porterà a breve ad un sovraffollamento del pianeta. Da questo punto di vista Cina e India sono le nazioni più popolose. Attualmente, i due paesi contano complessivamente quasi la metà della popolazione mondiale: 2.706.083.00. Quello che dà da pensare è che, entro il 2100, la Cina, attualmente il Paese più popoloso al mondo, subirà un calo.

E’ stato stimato, infatti, che la passerà dall’attuale 1.397, 054 a 1.020,665 con una perdita di quasi 400.000.000 di abitanti. Vi sarà, da questo punto di vista, il sorpasso dell’India: da 1.309.054 a 1.516.597. Queste sono cose che si sanno da tempo a dire il vero. Ciò che forse si ignora è che in questo lasso di tempo vi sarà un incremento della popolazione da parte dei paesi africani.

Crescita demografica: il boom dell’Africa

Gli esperti affermano che entro il 2100 vi sarà un boom demografico da parte dei paesi africani. In particolar modo la Nigeria subirà un incremento dell’866%, mentre l’Angola si assesterà su un +520% e lo Zambia su un +486%. In generale, la popolazione africana rischia di colonizzare il mondo a scapito di nazioni economicamente più sviluppate, prima tra tutte il Giappone dove è previsto un brusco calo delle nascite che poterà la popolazione dagli attuali 127 milioni ai preventivati 84.

Ciò che preoccupa è che questa crescita demografica dell’Africa non sia accompagnato da una crescita economica. In parole povere vi saranno sempre più poveri mentre il potere economico sarà appannaggio di una classe socio-politica sempre minore.

Un mondo spaccato

Se le previsioni sulla crescita demografica saranno confermate si andrà sempre più verso un mondo spaccato. Soprattutto, si rischierà di esaurire molto velocemente le risorse energetiche e naturali attualmente presenti sul nostro pianeta. Per cercare di evitare questa situazione occorrerebbe un controllo delle nascite più severo.

Se ciò non accadesse, le più pessimistiche previsioni sulla fine del mondo potrebbero non apparire più come una mera fantasia.

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