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Reddito di cittadinanza, Di Maio annuncia importanti novità

         
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Reddito di cittadinanza, forse ci siamo

Dopo tante chiacchiere e promesse elettorali, si muovono i primi passi verso il reddito di cittadinanza. Passi concreti secondo il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, che mettono in evidenza ancora una volta, come questo governo voglia passare dalle parole ai fatti, in tempi stretti e certi. Questa sarebbe una grande rivoluzione per tutto il paese, secondo il vice premier grillino. “Noi abbiamo già dato mandato di stampare i primi 5-6 milioni di tessere elettroniche, che saranno essenzialmente delle carte di credito come tutte le altre”.

Il vicepremier Luigi Di Maio, ospite ieri sera di ‘Piazza Pulita’ su La7, ha svelato nuovi dettagli in merito al reddito di cittadinanza. L’assegno mensile di massimo 750 euro destinato a tutti gli italiani, che vivono per un qualsiasi motivo sotto la cosiddetta soglia di povertà. Una misura inserita in manovra che, secondo le dichiarazioni del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, “sarà il più grande investimento in capitale umano che sia mai stato fatto in Italia”.

La spiegazione pratica di Di Maio

“Prenderemo delle persone che oggi hanno difficoltà ad avere un reddito – spiega Di Maio – e gli diremo: hai un sito internet. Questo sarà pronto dall’anno prossimo – accedi, ti identifichi con l’identità digitale e compili la tua scheda. Se possiedi i requisiti riceverai una tessera a casa, con insieme una serie di impegni da prendere”. Niente ipotetiche file chilometriche agli sportelli, dunque, ci penserà direttamente lo Stato a individuare i soggetti che hanno diritto a questo tipo di misura. Stando alle ultime indiscrezioni che trapelano, il famoso reddito di cittadinanza, dovrebbe essere realmente operativo a partire dalla primavera 2019,  e più precisamente dai mesi di marzo e aprile. Per esso finora l’esecutivo giallo-verde ha stanziato circa nove miliardi di euro. Mentre un altro miliardo è stato destinato alla riforma dei centri d’impiego, gli ex uffici di collocamento.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24