Scontro a 5 stelle tra Di Maio e Fico

Sono passati due giorni dallo sgombero di piazza Indipendenza ma lo scontro è appena iniziato. Molti migranti continuano a dormire in strada, davanti l’immobile chiuso dove hanno abitato per anni. Alcuni hanno deciso di andare nelle abitazioni offerte dal Campidoglio, a titolo gratuito, ma sono molti coloro che hanno detto di no. Vogliono rimanere lì.

Uno scontro a 5 Stelle comunque sta prendendo sempre più piede, tra Luigi Di Maio e Roberto Fico. Il vice presidente della Camera aveva minimizzato la questione, prendendo le difese della sindaca di Roma, Virginia Raggi, e della Polizia. La frase del funzionario (se tirano qualcosa, spaccategli il braccio) sembra non preoccupare il deputato grillino, ma anche il capo della Polizia Gabrielli la condanna. Della stessa idea Fico, che trova insensate le parole del collega.

Al via lo scontro Fico – Di Maio

Roberto Fico prendere ufficialmente le distanze da Luigi Di Maio e sulle sulle parole. «Uno Stato che si organizza in questo modo per sgombrare un palazzo abitato da bambini, donne e uomini che hanno oltretutto lo status costituzionale di rifugiati è uno Stato che non mi rappresenta». Ad appoggiare Fico anche diversi senatori e deputati, dimostrando così la spaccatura all’interno del M5s che stava aspettando di un colpo per aprirsi definitivamente.

Difatti, la lite tra i due penstatellati apre la strada alla candidatura di Fico come premier del Movimento. Cosa succederà a Rimini il prossimo 24 settembre, ora non si sa. In quella data, difatti, si deciderà il candidato premier che correrà alle elezioni politiche di primavera 2018, allo scadere della legislatura.

Scaricabarile tra governo e Raggi

Intanto le colpe passano dal governo alla giunta Raggi. Il Viminale e le associazioni accusano la Raggi di aver lasciato in mezzo a una strada centinaia di persone che ora non hanno un posto dove andare. Lei attacca la prefettura, che non aveva avvertito il Campidoglio dello sgombero e non aveva informato della presenza di 37 bambini all’interno dell’edificio.

La colpa quindi rimbalza tra l’esecutivo e la giunta, e nel frattempo centinaia di rifugiati passeranno un’altra notte a dormire sotto le stelle.

Fonte: lastampa.it