M5s, anche gli indagati possono candidarsi premier

Beppe Grillo torna a parlare del Movimento Cinque Stelle, illustrando le regole con le quali ci si potra’ candidare alla carica di premier per il M5s. E subito si nota un punto che sorprende molti militanti del Movimento, ma non tutti. Anche gli indagati potranno concorrere alla carica di premier. Quindi, nonostante la presenza di procedimenti penali in corso, la candidatura sara’ effettiva.

Inoltre, il vincitore e quindi candidato premier prendera’ il controllo del partito. Grillo andra’ dunque in secondo piano. Questo piace a Luigi Di Maio, che nonostante il carico pendente e’ il candidato piu’ promettente. Non piace invece a molti pentastellati, soprattutto a seguito del regolamento che diversi mesi fa lo stesso Grillo aveva fatto firmare.

Ma il M5s evita la rivolta interna con un ps

Prevedendo le polemiche che avrebbe sollevato il caso, il regolamento riporta un ps alla fine, indicando che potranno candidarsi solamente coloro che sono stati indagati per reati non gravi. Gli atri, come previsto, verranno invece sospesi.  Non si conoscono pero’ le regole per le quali un candidato verra’ accettato o meno.

Di Maio ha ben due procedimenti in corso. Il primo riguarda la denuncia fatta da Marika Cassimatis per diffamazione, la seconda invece riguarda la denuncia nei suoi confronti da parte di Giovanni Favia. Inoltre, un indagato non puo’ fornire documenti su un’indagine in corso, perche’ contro la legge. Insomma, tante le incongruenze che si ritrovano nel nuovo regolamento. Ma sono in molti a vedere gia’ Luigi Di Maio come candidato premier per il Movimento Cinque Stelle.

Grillo fuori dal Movimento?

Il regolamento specifica che il premier scelto dai grillini risultera’ alla guida del partito. E Beppe Grillo? Controllera’ la situazione da dietro le quinte, come fece Silvio Berlusconi dopo la decadenza con Forza Italia? O si ritirera’ a vita privata?

Fonte: lastampa.it