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Criscitiello attacca Kean: “Comportamento indegno e vergognoso. Non è in grado di fare bene il proprio mestiere. Non sa usare…”

Il caso che coinvolge Moise Kean e il noto influencer Christian Pengwin ha innescato una dura presa di posizione da parte del direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, che ieri sera ha utilizzato toni particolarmente accesi nei confronti dell’attaccante della Fiorentina e della Nazionale azzurra.

I fatti

Alla base della polemica vi è uno scontro social tra Kean e Pengwin, emerso anche in servizi televisivi, tra cui “Le Iene. Secondo quanto riportato, il confronto sarebbe degenerato in insulti e frasi ritenute inappropriate, scatenando reazioni nel mondo mediatico.

L’attacco di Criscitiello

Criscitiello ha definito il comportamento del calciatore ‘vergognoso’ e ‘indegno’, criticando non solo Kean ma anche il silenzio delle istituzioni calcistiche:

  • la Fiorentina, per non aver preso posizione,
  • la Federazione Italiana Giuoco Calcio,
  • e l’Associazione Italiana Calciatori.

Nel suo intervento, il direttore ha inoltre collegato il comportamento del giocatore a una più ampia critica verso il rendimento della Nazionale, evocando anche il recente fallimento nelle qualificazioni ai Mondiali.

Michele Criscitiello, le sue parole contro Moise Kean

Kean attacca e minaccia Christian ‘il Pengwin’, un noto influencer del mondo social, un tipster del mondo delle statistiche e delle scommesse, un ragazzo che stimo, che si è fatto da solo, che ha cambiato il modo di comunicare. Ne hanno parlato le Iene, si arriva a uno scontro tra i due. Questi calciatori della nazionale italiana dovrebbero solo nascondersi, stare zitti e portare rispetto agli italiani. Non solo ci hanno umiliato in campo, ci umiliano anche fuori dal campo! E non sanno usare i social e non capiscono che non possono usarli in una certa maniera. Ci sono tre cose gravi. Innanzitutto non interviene la Fiorentina, non prende le distanze da questo atteggiamento vergognoso, schifoso del proprio attaccante. Poi non interviene la Federazione, dato che Kean gioca nella nazionale italiana. Non interviene neanche l’Associazione italiana calciatori, dove fanno tutti i paladini della giustizia. Giornalisti, stampa, nessuno interviene“.

Un comportamento indegno, schifoso, vergognoso, indecente di un attaccante che gioca in Serie A. E anche per colpa sua, perché non è in grado di fare bene il proprio mestiere, noi non andiamo ai mondiali, perdendo l’1% del PIL, prodotto interno lordo, e soprattutto faremo un’altra brutta figura, un’altra estate a casa, con i nostri nonni, i nostri figli, i nostri genitori, perché lui, solo davanti al portiere, non è in grado di segnare Poi uno dice: vabbe’, almeno sono bravi ragazzi, Donnarumma piange, ci dispiace, con Bastoni poteva andare bene e ci dispiace, quell’altro ancora … Invece questa è la rappresentazione proprio di quelli che sono scarsi, maleducati e presuntuosi“.


E c’è un altro aspetto. Se qualcuno poi insulta Kean si va sul razzismo totale e guai per il politicamente corretto parlare di Kean, perché giustamente siamo tutti uguali. Se poi Kean, però, che è nato in Italia, figlio di genitori ivoriani che si sono separati quando lui aveva 5 anni e poi lui si trasferisce ad Asti, per noi italianissimo, offende e dice ‘Fra, tu sei polacco’, in maniera dispregiativa, non è razzismo? Questo è ancora più razzista e ancora più schifosa come frase nei confronti di un ragazzo che non è polacco, ma italiano nato in provincia di Latina e parla romano, ‘ao!’, così parla Christian ‘il Penwgin’, figlio di genitori polacchi, come tu, Kean, sei figlio di genitori ivoriani, ma nato in Italia e cresciuto in Italia e meriti di indossare la maglia azzurra quanto Christian ‘Pengwin’ merita di tifare per l’Italia con il tricolore sulle spalle, cosa che ha fatto e fa pubblicamente e privatamente. Non dobbiamo difendere nessuno, ma se il razzismo vale in un modo non può non valere anche al contrario. Quindi la legge è uguale per tutti“.

Se proprio vogliamo dirla tutta, caro Kean, l’unico non italiano è il tuo compagno di reparto, Retegui, che indossa la maglia azzurra e al contrario di Christian ‘Penwgin’ non sa dire neanche ‘buongiorno, buonasera, grazie, arrivederci’ in italiano, perché è argentino. E pure lui merita di vestire la maglia azzurra? Come merita probabilmente di tifare per l’Italia un ragazzo nato in provincia di Latina. E credo che stiamo toccando il fondo anche con questo atteggiamento” .

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