Mario Draghi

Draghi Bis o voto anticipato? Cosa succede in caso di caduta del governo

         
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Draghi bis, cambio di governo o nuove elezioni. Sono tante le ipotesi che si affacciano in questi giorni. Le tensioni nella maggioranza sono palpabili dopo la richiesta fatta da Giuseppe Conte al premier sui punti da tenere in considerazione per la permanenza del M5s nell’esecutivo. A stretti giri è il voto della settimana prossima che preoccupa. Martedì si vota la fiducia in Senato del Decreto Aiuti e qui i numeri potrebbero traballare. C’è chi pensa allo strappo del Movimento, ma c’è pure da considerare il malumore interno alla Lega.

Draghi bis?

Per forza di cose la settimana prossima si rivelerà decisiva per il futuro del governo. Al momento ci sono tante ipotesi in caso di crisi dell’attuale esecutivo. In caso di mancata fiducia del M5s martedì prossimo Conte potrebbe aprire la crisi e le soluzioni potrebbero essere molteplici. Draghi potrebbe continuare con un rimpasto e quindi con una maggioranza meno ampia ma che gli potrebbe garantire l’arrivo al 2023. Bisogna comunque ricordare che lo stesso premier ha più volte negato di voler guidare un nuovo governo in questa legislatura.

In caso di crisi non si esclude che il Capo dello Stato possa optare per la scelta del voto, con elezioni anticipate che potrebbero svolgersi nel mese di settembre, con anticipo rispetto alla Legge di Bilancio. Da ultimo può anche esserci l’ipotesi di un governo che vada avanti fino 2023, guidato da un traghettatore o da una figura super partes, incaricato di scrivere la nuova legge di bilancio per poi andare ad elezioni a febbraio. Non a caso circola il nome di un eventuale esecutivo guidato dal ministro Daniele Franco.

L’altro scenario

Esiste poi un altro scenario, quello in cui il Movimento Cinque Stelle decide di votare si alla fiducia in Senato. Questo scenario sembra da molti analisti ed opinionisti come il più credibile, visto che non trapela la volontà netta di far cadere il governo. L’equilibrio futuro però potrebbe essere quanto mai precario, con continue tensioni e ruggini che potrebbero andare avanti per tutto il periodo estivo e non solo.

In autunno poi bisogna considerare anche il dibattito interno a Lega, attesa dal raduno di Pontida, e il nodo della Legge Di Bilancio, elemento che richiede molti impegni e mediazioni tra i partiti che sostengono Draghi. Non si esclude poi una crisi entro la fine dell’anno, con lo strappo della Lega, e con eventuali elezioni nel mese di novembre.

Autore dell'articolo: Alessio Bardelli