È polemica sul suicidio assistito

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ROMA – È polemica sul suicidio assistito. Dopo l’apertura della Consulta, infatti, protestano vescovi e medici. Questi ultimi si appellano al codice deontologico. Sostengono, infatti, che sarebbe in netto contrasto con i principi sanciti dalla Corte a seguito del caso di Marco Cappato (foto), che aiutò dj Fabo a morire.

E proprio Cappato oggi, sulla sua pagina Facebook, precisa al riguardo quanto segue:

“È falso che “i medici” siano contro la libertà di scelta dei malati nel fine vita, come vi raccontano i media. Ci sono alcuni capi di corporazioni mediche che si oppongono per ragioni di potere. Proprio come i capi dei partiti. Ma non prevarranno. I medici che vogliono rispettare le volontà dei malati mi contattino e vengano al congresso dell’Associazione Luca Coscioni”.

È polemica sul suicidio assistito

Il congresso cui fa riferimento Cappato è in programma dal 3 al 6 ottobre a Bari. Vedremo. Intanto ecco cosa ha stabilito la Corte costituzionale, secondo quanto fa sapere l’ufficio stampa:

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“La Corte ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile. Fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili. Ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

E ancora:

“In attesa di un indispensabile intervento del legislatore, la Corte ha subordinato la non punibilità al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato. Sulle cure palliative. E sulla sedazione profonda continua. Si verifichino le condizioni richieste e le modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del SSN, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente”.

Duro il commento di Pro Vita & Famiglia. Si tratta dell’onlus che ha promosso una campagna con manifesti choc e camion vela sul tema del fine vita. Ecco cosa sostiene:

“Noi continueremo ad opporre i dati empirici allo storytelling di Cappato & Co. L’eutanasia e il suicidio assistito rimangono una vergognosa pratica incivile. Da adesso in poi sara’ piu’ facile risparmiare o agevolare la morte del pensionato che pesa sullo Stato e sulla sanità”.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis