Guerrina Piscaglia, Padre Graziano si scaglia contro Amore Criminale

Guerrina Piscaglia, Padre Graziano si scaglia contro Amore Criminale

         
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Padre Graziano Alabi si è sentito offeso per come Amore Criminale ha descritto la sua persona. L’ultima puntata del programma è andata in onda il 23 febbraio 2020 su Rai3. La conduttrice Veronica Pivetti ha parlato del caso di scomparsa di Guerrina Piscaglia. L’avvocato del prelato, Riziero Angeletti, ha dichiarato al Corriere d’Arezzo che il suo assistito lo ha incaricato “di promuovere un’azione legale, civile e penale, contro Rai Tre per i contenuti del programma televisivo ‘Amore Criminale’ andato in onda domenica 23 febbraio”. Il sacerdote congolese sta scontando la sua condanna a 25 anni di carcere presso il carcere di Rebibbia a Roma. L’accusa nei confronti del prelato è quella di aver ucciso la sua parrocchiana Guerrina.

Guerrina Piscaglia, l’amore clandestino con Padre Graziano 

Guerrina Piscaglia intrattenne un rapporto clandestino con Padre Graziano Alabi. Il sacerdote, nonostante sia stato condannato definitivamente a 25 anni di carcere, ha ribadito la sua innocenza. Queste le dichiarazioni di Graziano riportate dall’agenzia Adnkronos: “Non ho ucciso Guerrina Piscaglia. Io il primo maggio 2014 non la vidi”. Il sacerdote congolese, mai ridotto allo stato laicale, ha seguito la puntata di Amore Criminale del 23 febbraio. Guerrina scomparve nel maggio del 2014 dalla frazione di Ca’ Raffaello nel comune di Badia Tedalda (Arezzo). La storia della donna è stata fatta rivivere in Amore Criminale tramite alcuni attori.

L’avvocato Angeletti ha lamentato che il programma abbia presentato Guerrina come una donna provocante che avrebbe fatto cadere in tentazione il suo assistito. Tuttavia, a detta del legale di Graziano: “Così non è, si tratta di un’interpretazione che nelle carte non esiste”. L’avvocato ha precisato come il suo cliente non ebbe mai una relazione con la donna. Il legale del sacerdote congolese ha aggiunto: “L’aggressione in canonica, poi, con il presunto strozzamento della Piscaglia, non è scritta nella sentenza e qualora si volesse rappresentare una situazione del genere, si dovrebbe anche dire che in canonica c’erano altri due religiosi”.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24