i test che diagnosticano il COVID

I test che diagnosticano il COVID sono accurati?

         
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Un nuovo studio mette in dubbio i test che diagnosticano il COVID e loro accuratezza. Gli scienziati hanno preso sotto esame alcuni studi che riguardano lo sviluppo degli anticorpi nei pazienti che sono stati infettati dal coronavirus.

I test che diagnosticano il COVID sono accurati? Esami non sempre attendibili

Dal recente studio effettuato, è emerso che i tassi di specificità, nei kit per diagnosticare il COVID-19, variano dal 66% al 97,8%. Dunque, da ciò si evince che gli esami potrebbero fare una diagnosi errata. Tra l’altro è emerso anche che i test diagnostici commerciali potevano risultare ancora meno attendibili se confrontati con quelli effettuati in laboratorio.

Un gruppo di scienziati, al capo dei quali figura il nome di una grande università canadese, ossia la McGill University Health Center, mette in guardi i governi. Soprattutto quelli che ritengono necessario rilasciare il cosiddetto “passaporto d’immunità”. Infatti, dagli studi effettuati è emerso che i tassi di sensibilità sono compresi tra il 66% e il 97%. Dunque, questa percentuale indica la velocità con cui i test per diagnosticare il COVID-19 tornano positivi. In poche parole, circa il 2,2% – quindi oltre 1/3 dei test – può diagnosticare falsi negativi. In merito a tale studio, i ricercatori hanno affermato quanto segue:

“Queste osservazioni indicano importanti carenze nelle prove sui test sierologici COVID-19, in particolare quelli commercializzati come test point-of-care”.

Nello specifico, il gruppo di scienziati ha preso sotto esami 40 studi per capire la specificità e la sensibilità dei test per gli anticorpi del COVID-19. Su 40 studi effettuati più del 70% erano cinesi, mentre gli altri erano della Danimarca, Germania, Giappone, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. La revisione paritaria non è stata effettuata per circa la metà dei test. Il 10% erano pazienti ambulatoriali. Dunque, è emerso che il tasso di sensibilità,  variava dal 66% al 97,8%. Visti i risultati è facile comprendere come tra il 2,2% e il 34% dei pazienti risultano non avere anticorpi al COVID-19, ma tale risultato potrebbe essere errato. A riguardo, gli scienziati hanno affermato:

“Sono urgentemente necessari studi clinici di qualità superiore che valutino l’accuratezza diagnostica dei test sierologici per COVID-19. Attualmente, le prove disponibili non supportano l’uso continuato di test sierologici point-of-care esistenti.”

Fonte foto: pixabay

Autore dell'articolo: Emanuela Acri

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Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,