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Terremoti INGV: arriva IPSI la Banca dati On-line “stato di sforzo della crosta terrestre”

         
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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGV, si arricchisce di una nuova banca dati on line relativa alle orientazioni del campo di sforzo attivo in Italia, per la ricerca e la prevenzione dei terremoti.

Per la prima volta i dati di stress attivo sono disponibili attraverso un database denominato IPSI Italian Present-day Stress Indicators, accessibile direttamente dal sito web dell’INGV.

Si tratta di dati originali ed in parte rivisti che hanno avuto un processo di valutazione scientifica accurato prima di essere inclusi in tale database.

Tutti i dati sono stati analizzati con criteri standard in maniera da renderli confrontabili con dati simili a scala globale. Oggi il database contiene 855 dati, aggiornati a Dicembre 2015, relativi a informazioni sullo stato di sforzo crostale fino ad un massimo di 40 km di profondità, raggruppati nelle seguenti categorie principali:

breakout lungo le perforazioni profonde

meccanismi focali

– dati di faglie attive

LINK DEL DATABASE UFFICIALE IPSI : http://ipsi.rm.ingv.it

I dati, tutti georeferenziati, oltre che consultabili on line possono essere scaricati in differenti formati e utilizzati per ulteriori elaborazioni.

Questi dati fanno parte anche del progetto internazionale World Stress Map.

Mariucci M.T., Montone P., 2017. IPSI 1.0, Database of Italian Present-day Stress Indicators. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Approfondimento: Pericolosità dei terremoti secondo INGV

La pericolosità sismica, intesa in senso probabilistico, è lo scuotimento del suolo atteso in un dato sito con una certa probabilità di eccedenza in un dato intervallo di tempo, ovvero la probabilità che un certo valore di scuotimento si verifichi in un dato intervallo di tempo.
Questo tipo di stima si basa sulla definizione di una serie di elementi di input (quali catalogo dei terremoti, zone sorgente, relazione di attenuazione del moto del suolo, ecc.) e dei parametri di riferimento (per esempio: scuotimento in accelerazione o spostamento, tipo di suolo, finestra temporale, ecc.).

In queste pagine verranno presentati i diversi studi condotti in Italia, ma anche in altre parti del mondo, e saranno mostrati i riferimenti ai principali elementi che entrano nel calcolo della pericolosità sismica.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24