Inter, Bosco sbotta: “Hanno dalla loro le procure, i tribunali, i giornalisti e in bacheca hanno un imballaggio. Il sistema…”
Nel suo consueto editoriale per il sito “Tuttojuve” il giornalista e tifoso juventino, Andrea Bosco, tra i vari argomenti toccati, punta l’indice contro chi ha attaccato Francisco Coincecao, preso di mira per le sue simulazioni e polemizza nei riguardi dell’Inter, reo secondo lui di essere sempre impunita. Di seguito vi riportiamo un estratto le sue parole.
COINCECAO: “Portoghese tacciato di simulazione “da cialtroni” (copy Massimo Pavan) sempre pronti a diffamare la Juventus. Nei confronti di Conceicao è in atto una vera campagna di aggressione mediatica. Per colpa di un arbitro incapace, bollato persino (è tutto dire) da Rocchi, ma che non ha sentito il dovere di scusarsi per quel giallo (e conseguente espulsione) in Juventus – Cagliari. Conceicao non simula. Ma come accaduto a suo tempo con Cuadrado, fa comodo bollarlo come ‘cascatore’. Certe etichette ti sbattono alla manzoniana Colonna Infame. Rammento Luciano Chiarugi oggetto di una vera persecuzione“.
INTER: “Dopo Inter Arsenal si potrebbe parlare anche di Continental Marotta? Inspiegabile il rigore non concesso all’Arsenal. O forse no: la Gravina connection prevede, assieme ai sodali di cordata, rapporti stretti con Ceferin. La connessione è solidissima. E Marotta è tra i capicordata. Il sonnolento procuratore federale Chiné, dopo aver svernato in Papua Nuova Guinea deliziato dal locale folklore, si è improvvisamente svegliato, prima di Inter -Napoli in programma domenica prossima. Andando a rovistare sui casi Manolas e Osimeh. Meglio tardi che mai? Certo. Ma la data è sospetta“.
“Resta la sensazione di una diffusa aura di impunità per quanto riguarda le vicende interiste: si è arrivati ai quotidiani che neppure hanno menzionato il cazzotto di Sommer in uscita su un arsenalotto, poi inspiegabilmente non sanzionato. Meglio evitare. Del resto “loro” hanno (dalla “loro”) le procure (ordinarie e federali), hanno i tribunali (quello di Milano dagli uscieri, agli avvocati, ai giudici è un covo interista). Hanno dalla loro parte i giornalisti, gli attori, i cantanti, i comici, gli scrittori, una marea di politici. Ma per loro vale sempre la vulgata farlocca che siano perseguitati dal “sistema. Loro: che il sistema lo hanno inventato, fin dagli albori. I “pro-vercellesi”: chi erano costoro? Loro sui quali non si indaga mai. Loro che avrebbero sul gobbo Lionrock. Loro che hanno in bacheca un imballaggio. Loro che sculettavano accanto ai giudici del Processo di Napoli. Loro, che “invocavano” arbitri ad personam. Loro finiti magicamente in “prescrizione”. Loro che fornivano di passaporti e patenti false i loro tesserati. Loro che ai tempi di Helenio Herrera, per tre stagioni di fila non furono sanzionati con un calcio di rigore. Loro, per i quali (Venezia- Inter, arbitro Sbardella) fu coniata dal procuratore federale di allora, Bertotto, l’espressione “sudditanza psicologica”. Il Venezia: storicamente “loro” vittima designata“.
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