Johnny Casini - Port Louis copertina

Johnny Casini: da Correggio a “Port Louis”

         
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Johnny Casini: da Correggio a “Port Louis” passando per un produttore di fama mondiale, Phil Manzanera.

Si dice che la fortuna aiuti gli audaci, è vero.

Com’è vero che in fondo è il caso che ci fa stare al posto giusto e al momento giusto.

Ma è anche vero che in quel posto, spesso, andarci significa sacrifico, significa crederci, significa investire di se tempo e sogni.

E per chiudere penso che, una volta trovati a tu per tu con il caso, bisogna comunque sapersi dimostrare all’altezza. Ed è con queste premesse che dobbiamo guardare all’incontro tra Johnny Casini e Phil Manzanera.

Ed è con questi presupposti inoltre che dobbiamo accogliere la meraviglia del caso e il suono di “Port Louis”, questo primo Ep del rocker emiliano.

“Port Louis” di Johnny Casini è prodotto artisticamente dal vate delle produzioni psichedeliche e rock della scena inglese.

Un EP di 6 inediti che si aggrappano a stilemi di grandi colonne portanti della scena internazionale e si impreziosisce di un video per il lancio del singolo “Dark Sunglasses”, forse il momento più leggero dell’ascolto.

Gli andamenti di quel pop-surf che ci rimandano ai Beach Boys e soprattutto ai Beatles del periodo colorato (tanto per capirci).

johnny casini foto

Tuttavia “Port Louis” non è solo questo.

“Port Louis” è anche America e pop, il noir e il rock, è ferro industriale ed è rum di locanda.

Ci si graffia la pelle in “I’n not blind for you”, si sfogliano fotografia ingiallite in “My little house” e si seduce la vita in una decappottabile di grande cilindrata in “Night on the Balcony”.

E così sedotti che aspettiamo il disco ufficiale di Johnny Casini.

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Johnny Casini: l’intervista per gli amici di Webmagazine24.

  • Da Correggio al resto del mondo. Perché per un esordiente, Phil Manzanera è il resto del mondo, almeno credo… te l’avranno chiesto tanti ma vogliamo saperlo anche noi. Come ci si arriva?

Prima di intraprendere questo progetto solista “Johnny Casini” ho suonato con diverse band locali girando l’Emilia da Parma a Bologna con qualche giro anche nel resto del Nord Italia.
È successo che suonando durante un concerto di promozione dell’album con il mio gruppo ho avuto la fortuna di incontrare il mio odierno Manager Claude Ismael (Youssou N’Dour, Kool & the Gang, Rita Marley,
Barry White, Frank Zappa, The Cure…). Da subito è nato un bellissimo rapporto professionale trasformatosi poi anche in uno di amicizia. Questo mi ha permesso attraverso la sua esperienza, le sue conoscenze e il suo alto livello professionale nel mondo del music business di conoscere e lavorare con il grande produttore Phil Manzanera (Roxy Music, David Gilmour, David Byrne, Brian Eno, Pink Floyd, Annie Lennox…).

  • Artisticamente parlando in seguivi un suono e una produzione di questo tipo? Oppure hai colto il caso prezioso che si era creato per vedere come andasse a finire?

Tutte le mie canzoni in generale sono nate da una semplice chitarra acustica e dalla mia voce. Trascrivevo tutte le mie sensazioni e stati d’animo in musica e parole con l’obiettivo di ottenere in certi casi una medicina che potesse aiutarmi a livello morale e psicologico in altri per esaltare una mia positività. Questi differenti particolari suoni che caretterizzano il disco finale sono determinati dai miei ascolti, dalle mie sensazioni e dagli arrangiamenti effettuati in collaborazione con diversi musicisti (Gus Robertson (Razorlight), Javier Weyler (Stereophonics), Michael Boddy (Bryan Ferry & Roxy Music), Paddy Milner (Todd Sharpville, Tom Jones) e Yaron Stavi (Richard Galliano, Robert Wyatt, David Gilmour)) tutti con influenze musicali personali differenti sotto la supervisione importantissima e determinante di Phil Manzanera.
Phil Manzanera ha rifinito le mie composizioni grezze. Le ha affinate e ripulite. I mie brani sono stati analizzati ed esaltati da un lavoro di arrangiamento altamente professionale dovuto alla grandissima esperienza nel settore. Il mio lavoro di composizione, di scrittura, artistico quindi ha avuto un valore.

  • “Port Louis” in qualche modo può rappresentare il tuo vero esordio? O comunque le tue origini restano comunque qui in Italia e al tuo passato recente? Come a dire: con questa grande esperienza hai fatto davvero uscire l’artista che vuoi diventare oppure è solo stato un mezzo assai importante per confermare fattivamente quello che eri?

Port Louis” è il mio esordio professionale nel mondo della musica a tutti gli effetti. Mi ha portato a una percezione personale del mio livello artistico che non avevo mai provato fino ad ora. Mi ha cresciuto, mi ha maturato, mi ha dato una sicurezza maggiore. Tutto questo è un processo, è lo scorrere della vita ed io sono qui che fotografo, blocco nel tempo, incateno ricordi e immagini del mio vissuto in canzoni, parole, melodie. Questo EP è l’album fotografico della vita che ho vissuto negli ultimi anni e riguardandolo, rivivendolo, suonandolo, condividendolo confermo a me stesso in primis e a chi trova connessione nella mia arte, chi sono come artista e come essere umano.

  • Il disco in arrivo: qualche indiscrezione?

Il disco in arrivo sarà il continuo dell’esperienza artistica che è avvenuta con “Port Louis”. Sarà sempre in collaborazione dello stesso team di Phil Manzanera e Claude Ismael. Non vedo l’ora di condividere queste nuove tracce e sono sicuro che ci saranno delle cose molto interessanti per chi mi segue. Oltra alla versione digitale come “Port Louis” ci sarà anche la versione fisica.

  • E con il disco arriverà anche un nuovo video? Di un brano ancora da pubblicare o tirerai fuori altra voce da “Port Louis”?

Con l’uscita dell’album arriverà anche un nuovo video. Con il brano giusto e non ancora pubblicato che darà voce all’album. Sono molto eccitato di proseguire e di poter comunicare il più possibile.
In questo Mondo decadente e in costante declino culturale e intellettuale, voglio fare la mia piccola parte per dare una speranza al bambino che c’è ancora in me. Voglio creare, attraverso la mia arte, la mia musica, le mie parole e il mio agire, una piccola possibilità di poter vivere su un Pianeta che sia in pace, amore, libertà, fratellanza e amicizia. Senza barriere ne confini, senza odio. Quindi tra i mie obiettivi principali è presente quello di far conoscere la mia Arte a più gente possibile suonando, suonando e suonando in concerti live in giro per il mondo.

 

Autore dell'articolo: Marco Vittoria