Jojo Rabbit – il film consigliato nei giorni della memoria

Autore: Raffaella Guiducci

Jojo Rabbit – Esattamente un anno fa, di questi tempi, nelle sale cinematografiche (che oggi tanto rimpiangiamo) veniva proiettato questo piccolo gioiello, non a caso distribuito proprio durante i giorni della memoria.   La preziosa cinematografia sul tema della shoah e degli orrori del nazismo è vasta e tanti sono i film che hanno contribuito a scuotere le coscienze collettive, consentendo di mantenere viva la memoria, al di là delle celebrazioni di rito. Jojo Rabbit di Taika Waititi , ispirato al romanzo Il Cielo in gabbia di Christine Leunens,  ha la peculiarità di affrontare il tema dal punto di vista di un bambino. Ma non un bambino qualsiasi bensì un piccolo nazista, o presunto tale!

Jojo Rabbit – La trama

Johannes Betzler detto Jojo, interpretato dal sorprendente  Roman Griffin Davis è un bambino di dieci anni che abita  nell’immaginaria Falkenheim,  una pittoresca cittadina tedesca dominata dai nazisti. Egli vive  solo con la madre Rosie, una donna evoluta, affascinante, ribelle e progressista  interpretata da una magnifica e travolgente Scarlett_Johansson   candidata  all’oscar 2020 come migliore attrice non protagonista per tale prova.

Nonostante gli ideali progressisti della madre, Jojo si considera vero figlio della Germania nazista e sogna di entrare a far parte  della Jungvolk, la Gioventù Hitleriana guidata dal bizzarro  capitano Klenzendorf , interpretato da un esilarante Sam_Rockwell.

Jojo  è talmente acciecato della propaganda di regime da riuscire persino a parlare con il Fuhrer, il suo improbabile amico immaginario, rappresentato, in forma buffa e macchiettistica, dallo stesso regista neozelandese del film Taika Waititi.

L’amico Adolf consiglia Jojo e cerca di dipanare le nebbie, i dubbi sul credo nazista che con il susseguirsi degli eventi, via via sempre più tragici, si instillano nella mente del bambino che appare sempre meno convinto dell’ideologia,  anche grazie all’inaspettato e sconvolgente incontro con la giovane ragazza ebrea Elsa di cui Jojo segretamente si infatua.

Jojo Rabbit – la beffa di tutti clichè dell’ideologia nazista

Jojo nonostante le sue orride convinzioni politiche,  appare,  immediatamente, un bambino ingenuo e sensibile certamente vittima del lavaggio del cervello propagandistico.

Tutti i cliché del nazismo sono rappresentati nel film in maniera buffa, assurda e grottesca.

Il regista neozelandese, di padre maori e di madre di discendenza ebraica/russa, mette in scena una vera e propria parodia del nazismo evidenziandone tutti deliri e facendone beffa.

Jojo Rabbit – Luci, costumi e colonna sonora sorprendenti

Una vera particolarità è rappresentata dalle luci: Per la prima volta un film sul tema del nazismo si contraddistingue per i  colori eccessivi e sgargianti, come il rossetto rosso fuoco della eccentrica mamma Rosie! Come a sottolineare il carattere parodistico e caricaturale della messa in scena.

Il film valse il premio alla migliore fotografia per  Mihai Mălaimare Jr.   –  Hollywood Film Awards 2019

Una nota particolare meritano anche i costumi.

Infatti,  La costumista messicana Mayes C. Rubeo, candidata all’oscar 2020 per Jojo Rabbit, ha costellato il film  di accessori e costumi talmente  sofisticati  e sorprendenti da incantare gli occhi dello spettatore.

Per quanto riguarda la colonna sonora anche qui la scelta si rivela assai originale. Infatti i brani selezionati non sono contemporanei rispetto all’epoca dei fatti raccontati,  ma nel complesso surreale del film appaiono pienamente coerenti ed emozionati.

Si ascoltano, tra l’altro,   i Beatles, David Bowie e Tom Waits. Il film si apre a ritmo di  I want to hold your hand dei Beatles, tradotta in tedesco Komm, gib mir deine Hand, una registrazione, decisamente meno nota dell’originale.  La scelta non appare casuale  poiché la versione tedesca veniva  registrata, peraltro, il 4 febbraio 1964, in piena Guerra Fredda.

Molto evocativo il brano scelto per la scena finale. Heroes, il pezzo cult del c.d. periodo berlinese di Bowie,  ancora una volta, a distanza di 40 anni dal lacerante “Cristian F. Noi i Ragazzi dello Zoo di Berlino”, torna, in tutta la sua potenza, a segnare in modo indelebile una pellicola cinematografica.

Tramite l’ascolto del pezzo, infatti,  lo spettatore viene trasportato immediatamente  nella Berlino del futuro, senza guerra e senza nazisti,  nella città libera e cosmopolita  che conosciamo, fucina di ispirazioni in ogni campo della cultura.

Jojo Rabbit – lascia che tutto accada bellezza e terrore – la poesia di Rilke che chiude il film

La scena finale del film resterà stampata nella mente dello spettatore, una scena a cui diverse volte capiterà di pensare,  una volta compreso, fino in fondo,  il valore della libertà  e la sofferenza della costrizione. Concetti su cui soffermarsi più mai che in questo momento storico di privazioni.

Concludo riportando il testo della toccante poesia di R.M. Rilke, citata nel film con la speranza, per tutti, di tornare, al più presto, a ballare…..

“Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.
Non lasciare che da me tu sia diviso.
Vicina è la terra,
che vita è chiamata.
La riconoscerai
dalla sua solennità.

A me da’ la tua mano”.

il film, candidato a 6 premi oscar e vincitore dell’oscar 2020 alla migliore sceneggiatura non originale,  è disponibile su NOW TV, Su Sky cinema collection, Rakuten TV

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