Lazio, Tommaso Paradiso si sfoga: “Non abbiamo più sogni e facciamo solo passi indietro. Qui il problema è…”
In casa Lazio, dopo le dimissioni del tecnico Maurizio Sarri avvenute il 12 marzo, nella giornata di ieri sono arrivate anche quelle di Igor Tudor, che per divergenze di mercato, ha preferito andarsene prima dell’inizio della nuova stagione. Nelle prossime ore il club biancoceleste dovrà ufficializzare il nuovo allenatore, con Marco Baroni che sembra essere in pole position, anche se questa possibile scelta, sembra non piacere alla maggior parte dei tifosi.
Il cantante e grande tifoso biancoceleste, Tommaso Paradiso, ha voluto scrivere alcune righe molto dure nei riguardi della società, proprio sotto il post della Lazio sulla pagina ufficiale Instagram, in cui si annunciava le dimissioni del tecnico croato. Di seguito vi riportiamo le sue parole.
Tommaso Paradiso le sue parole contro la società
“Stiamo e siamo a pezzi. Siamo feriti, anche leggermente dimessi, ma non ci arrendiamo. A me preoccupa sì il presente ma soprattutto il futuro. Penso alle nuove generazioni che hanno bisogno di innamorarsi di un club che sta crollando a pezzi. Qui il problema è più profondo di un allenatore anzi due che se ne vanno via nell’arco di tre mesi perché non vengono accontentati. Qui il problema è molto più profondo. Non c’è più amore. C’è solo ostilità e fare di tutto per farsi odiare. Noi abbiamo bisogno di amore e di famiglia. Stiamo sparendo, sotto gli occhi di tutti. Altre società crescono e creano entusiasmo, noi facciamo solo passi indietro. Stiamo raggiungendo un livello di esaurimento mai provato prima. Siamo abbandonati. Gli allenatori se ne vanno e se ne vogliono andare, così come molti calciatori. Siamo diventati ostili. Siamo un mondo grigio nonostante abbiamo i colori del cielo. Non abbiamo budget, non abbiamo progetti, non abbiamo presente e non abbiamo futuro. Non abbiamo più sogni, sta morendo tutto intorno a questa società, società che più non è dato che è monogestita. Lo chiedo con rispetto ed educazione, lo chiedo con con tutta la civiltà che mi e ci appartiene: ridateci la vita. Ridateci dignità. Ridateci la Lazio“.
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