Lecce, le parole di Wladimiro Falcone: “Ci salveremo anche con le mie parate e sui rigori…”

 

Wladimiro Falcone è il portierone del Lecce, sempre uno dei migliori in campo nelle partite dei giallorossi e vuole salvarsi anche grazie alle sue parate. Falcone racconta il suo impatto con la Serie A:Alla Sampdoria non ero un veterano, quindi non ero il classico terzo portiere più anziano che fa l’uomo spogliatoio. Ravaglia, in questo, era un grande. Io ero nel pieno della mia carriera e stavo a sedere. La partita era l’allenamento, per me. Sentivo, però, che tutti mi rispettavano. Non ero il terzo portiere che non vuoi in partitella perché ti fa perdere. Volevo imparare, confrontarmi, migliorare. Adesso non chiedono, pensano di essere già fatti. A volte gli dai indicazioni e annuiscono, ma non gli interessa. Io avevo Romero, Viviano, Puggioni, Da Costa, Fiorillo. Tutti mi hanno lasciato qualcosa.

Falcone e la fama del pararigori

Falcone racconta l’aneddoto dei rigori o di chi lo ha additato a ragione un pararigori: “Da quando hanno detto che sono un pararigori… non ne paro più uno! A parte gli scherzi, ho un debole per i rigori. Adesso vi faccio un esempio: il caso Dybala. Prima di Lecce-Roma, insieme al mio preparatore abbiamo studiato i rigoristi. Abbiamo notato che quando Dybala prende una lunga rincorsa, calcia col sinistro aperto. Quando la prende corta, invece, va chiuso, quindi calcia alla sua destra. Avevamo concordato di andare con un tuffo chiuso, alla mia sinistra. Quando è andato sul dischetto, però, mi sono accorto che la rincorsa era leggermente più lunga. Ho comunque deciso di seguire la teoria, tralasciando la sensazione, ma mi ha spiazzato, calciando aperto. Un altro caso è stato quello di Daniel Ciofani, contro la Cremonese. Avevamo studiato tutti i tiri di Ciofani, e data la partita cruciale e lo scontro diretto, in Serie A, fuori casa, avevamo concordato una botta centrale, al sicuro. E invece mi ha fregato. Questi due esempi per mostrarvi che lo studio non deve mai togliere spazio alla libertà di pensiero e alle sensazioni. Voglio salvare il Lecce con le mie parate”.

 

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Autore dell'articolo: Andrea Milano