Liliana Segre

Liliana Segre: conferita onorificenza a Chieti

         
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Martedì 30 ottobre 2018, alle ore 15,00, presso l’Auditorium del Rettorato nel Campus di Chieti, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi dell’Adriatico “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, prof. Sergio Caputi, ha conferito il titolo di “Membro onorario del Corpo Accademico” dell’Ateneo alla Senatrice, dottoressa Liliana Segre.

Il prestigioso riconoscimento va ad aggiungersi alle altre numerose testimonianze di affetto e stima nei confronti di una donna sopravvissuta all’inferno delle leggi razziali e dei lager tedeschi.

Storie di inaudita e selvaggia ferocia, alla quale si contrapponeva la voglia e la lotta, minuto dopo minuto, per sopravvivere che si manifestava  anche in piccoli gesti di solidarietà.

Corpi smunti, ammassati gli uni agli altri o stesi in cuccette come loculi, divorati dalla fame, dalla sete, dal freddo e da malattie non curate;   uomini e donne ridotti a larve umane, il cui ultimo e certo destino era uno solo: l’eliminazione fisica con il forno crematorio.

Uomini usati finanche come cavie nei più disumani esperimenti e ricerche pazzesche.

Un esponente nazista dichiarò “Di più  non potevamo fare”.

E’ vero, la cattiveria, il male, la negazione della vita, le sopraffazioni, gli episodi più indescrivibili e più feroci erano norma quotidiana, che le le SS tedesche applicarano con naturalezza, senza alcuna pietà né sentimento umano.

Gli uomini erano ridotti a semplici numeri da eliminare al più presto possibile e nel maggior numero possibile.

Ci fu il trionfo del male sul bene, inteso nel vero senso assoluto, portato all’infinito, con la negazione di ogni minimo valore umano.

I racconti e le verità sono emerse lentamente nel dopoguerra attraverso i numerosi mezzi di comunicazione: i sopravvissuti trovarono, non si sa come, la forza di resistere e, quando le truppe alleate entrarono nei lager, lo spettacolo che si presentò ai loro occhi era spettrale ed estremamente indescrivibile!

Mai, nella storia di tutti i tempi si erano verificati episodi di  questo genere.

La Senatrice Segre, nel 1938 fu espulsa dalla scuola perché ebrea e colpita dalle leggi razziali fasciste.

Liliana Segre, nominata senatrice a vita, così ha scritto nel libro “Voci dalla Shoah, testimonianze per non dimenticare“: «Era molto difficile per i miei parenti convivere con un animale ferito come ero io: una ragazzina reduce dall’inferno, dalla quale si pretendeva docilità e rassegnazione. Imparai ben presto a tenere per me i miei ricordi tragici e la mia profonda tristezza. Nessuno mi capiva, ero io che dovevo adeguarmi ad un mondo che voleva dimenticare gli eventi dolorosi appena passati, che voleva ricominciare, avido di divertimenti e spensieratezza».

Solo nei primi anni 90 Liliana ha trovato il coraggio di interrompere questo muro di silenzio e di condividere la sua storia.

E così la vita di Liliana Segre ricominciò, dopo l’inferno delle SS, con il ricordo di un passato troppo crudele per una giovane, che non riuscirà mai  a cancellare dal suo animo, ma che ha avuto il coraggio di porlo come testimonianza delle crudeltà del nazismo, affinchè divenga patrimonio di perdono, pace e giustizia per le nuove generazioni.

Patrimonio che ha saputo trasmettere nelle sue conferenze, nei suoi incontri, nei suoi scritti dettati dal coraggio di chi ha vissuto un’immane ed indescrivibile tragedia costellata di tanta  sofferenza.

Noi giovani di oggi dobbiamo guardare a questi tristi episodi storici affinché non si ripetano mai più e affinché da essi trionfi il vero senso ed i veri valori umani della vita, della Pace, della concordia civile e del progresso della società.

Perdonare, forse sì, ma dimenticare mai!

Autore dell'articolo: Marco Vittoria