Modella rapita e venduta all’asta per 300.000 euro

Una settimana da dimenticare quella passata da una modella inglese, durante la quale è stata legata e venduta all’asta al miglior offerente. Herba Lukasz Pawel, un uomo anglo-polacco, aveva attirato la ragazza alla stazione di Milano centrale, con la scusa di realizzare un book fotografico in uno studio poco lontano dalla stazione ferroviaria.

Una volta arrivata sul posto, però, al posto dello studio ha trovato una stanza, nella quale è stata tenuta in ostaggio. Pawel aveva chiesto 300.000 euro all’agente della modella. Questo, però, ha avvertito la Polizia inglese che si è attivata per liberare la ragazza e arrestare l’uomo.

Dopo il fallito sequestro, la modella è stata usata come merce sessuale

Il sequestratore, preso dal panico, ha portato la modella in una villetta nel torinese, dove è stata messa all’asta come merce sessuale. Ma dopo una settimana, durante la quale la ragazza è rimasta ammanettata a un mobile e narcotizzata, Pawel ha deciso di libera, per motivazioni ancora ignote.

Il carceriere ha spiegato alla ragazza che essendo madre di una bambina, non rispettava le caratteristiche che lui ricercava. L’avrebbe dunque liberata, cercato di ottenere comunque dei soldi per il riscatto (fallendo) e accompagnata a fare compere e a mangiare qualcosa a Torino, per poi portarla all’ambasciata inglese. Lì, la Polizia ha bloccato Pawel e portato al sicuro la ragazza.

L’uomo aveva raccontato alla modella di far parte di una setta chiamata Black Death. Questa setta rapirebbe le ragazze per poi metterle all’asta nel web come schiave sessuali. Secondo la Polizia postale, però, questa setta non sarebbe mai esistita  e l’uomo si sarebbe inventato tutto per ottenere i soldi del riscatto. Dal suo computer, controllato dalla Postale, si teme che ci siano altri tre casi simili. Nonostante il nome della setta compaia in un rapporto del 2015 dell’Interpol, questo sarebbe stato il primo vero sequestro compiuto da Pawel.

Fonte: lastampa.it