Emma Bonino: un’affluenza straordinaria in Campidoglio per il suo omaggio
Il 14 settembre 2026, Roma ha assistito a un tributo emozionante per la leader radicale Emma Bonino. La Camera ardente, allestita nella storica sala Protomoteca del Campidoglio, ha visto l’affluenza di centinaia di cittadini e numerosi esponenti della politica italiana per rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la storia recente del nostro Paese. La bandiera dell’Unione Europea adagiata sul feretro, simbolo dell’impegno europeista di Bonino, ha colpito i presenti, contribuendo a rendere l’atmosfera ancora più solenne e dignitosa.
Una lunga fila di cittadini per l’ultimo saluto
La lunga fila di persone che si è formata fin dalle prime ore del giorno testimonia l’affetto e la riconoscenza che Emma Bonino ha saputo suscitare negli italiani. Il feretro è giunto in Campidoglio poco prima delle 12, accolto da un picchetto d’onore e da diverse personalità politiche, tra cui il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il deputato Riccardo Magi. Molti hanno atteso pazientemente il loro turno, esprimendo a gran voce la loro gratitudine per l’impatto che la Bonino ha avuto, non solo come politica, ma come simbolo di libertà e giustizia. Non è passato inosservato il commento di un cittadino: “Dopo i digiuni, ora ci fa fare tutti questi scalini, ma ne vale la pena”.
Omaggi da diverse correnti politiche
Il giusto tributo alla carriera di Emma Bonino è stato reso da esponenti di varie formazioni politiche, a confermare il suo spirito bipartisan. Riccardo Magi ha sottolineato come Bonino rappresenti un esempio luminoso per le nuove generazioni di politici, richiamando l’importanza del metodo che lei ha sempre applicato: agire partendo da ideali e valori per stabilire obiettivi e costruire iniziative politiche. Anche Benedetto Della Vedova, presente accanto al feretro, ha voluto esprimere il suo affetto sottolineando l’importanza del suo operato.
Momentanee riflessioni su temi cruciali
Il ricordo di Emma Bonino ha evocato riflessioni importanti sui diritti fondamentali e sulla necessità di vigilare sulla libertà civica, argomenti che ha sempre sostenuto con passione. Politici di tutti i colori, da Bruno Tabacci a Nicola Fratoianni, hanno riconosciuto che l’eredità della Bonino rimane viva e attuale, ribadendo l’importanza di continuare a difendere valori e conquiste anche nel contesto attuale, caratterizzato da incertezze e sfide.
Il Senato si ferma: l’addio bipartisan a Emma Bonino e Raffaele Costa
L’Aula di Palazzo Madama ha sospeso i lavori sulla legge elettorale per rendere omaggio a due figure storiche della politica italiana, ricordando in particolare le battaglie per i diritti civili, il coraggio istituzionale e l’europeismo dell’esponente radicale.
Il Senato della Repubblica ha vissuto un momento di profonda commozione, unendo schieramenti opposti nel ricordo di due protagonisti assoluti della storia istituzionale e politica del Paese: Emma Bonino e Raffaele Costa, accomunati dalle origini piemontesi e da una radicata cultura liberale. Gli interventi dei senatori, da destra a sinistra, hanno tracciato il profilo di due esponenti che, pur con percorsi diversi, hanno lasciato un segno indelebile nella Repubblica.
Emma Bonino: dalle piazze alle massime istituzioni
Il ricordo di Emma Bonino ha dominato le commemorazioni, delineando l’immagine di un vero e proprio “gigante delle istituzioni”. Entrata in Parlamento nel 1976 con il Partito Radicale, ha saputo compiere una transizione rarissima: trasformare le istanze della piazza e le lotte civili in responsabilità di governo.
Diversi esponenti politici hanno sottolineato i tratti salienti della sua eccezionale parabola:
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Le battaglie per i diritti: Dall’aborto al divorzio, fino al garantismo, alle lotte contro la pena di morte, il sovraffollamento carcerario e le mutilazioni genitali femminili.
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Il respiro internazionale: Il suo ruolo di Commissaria Europea, fortemente voluto da Silvio Berlusconi nel 1994, e le missioni nei quadranti più caldi del mondo. Sono stati ricordati episodi emblematici del suo coraggio fisico e politico, come l’arresto a Kabul da parte dei talebani e in Polonia negli anni ’80 per il sostegno a Solidarność.
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Il realismo politico: A differenza dello storico compagno di lotte Marco Pannella, rimasto per tutta la vita un “barricadero” di piazza, Bonino ha compreso l’importanza di assumere incarichi decisionali (Ministra, Commissaria Europea) per mettere a frutto quell’esperienza e incidere concretamente sulla vita dei cittadini.
Un rispetto che supera gli schieramenti
Ciò che è emerso con maggior forza dai banchi del Senato è il profondo rispetto bipartisan. Esponenti di maggioranza e opposizione hanno ricordato i duri scontri politici e valoriali avuti con lei, riconoscendone tuttavia l’incrollabile onestà intellettuale.
È stata più volte citata la storica visita di Papa Francesco nel 2024 a casa sua: un incontro tra due mondi ideologicamente lontani, uniti però dall’umanità e dall’attenzione per i più fragili. La sua capacità di non odiare mai l’avversario politico, portando avanti battaglie spesso impopolari senza piegarsi alla logica del consenso facile, è stata indicata come una lezione fondamentale per la politica odierna.
Il futuro e l’eredità di Emma Bonino
Il lascito di Emma Bonino, come sottolineato in conclusione da numerosi interventi, è quello di una cittadina d’Europa che ha creduto nel progetto degli Stati Uniti d’Europa non come un sogno irrealizzabile, ma come un obiettivo vitale per superare i nazionalismi e garantire la pace. Il Senato ha salutato non solo un’ex vicepresidente, ma una coscienza libera che ha dimostrato come allargare i diritti delle minoranze non significhi mai togliere qualcosa agli altri, ma rendere semplicemente più libera l’intera società.
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