Perché il ciclo dell’Atalanta non è (totalmente) finito in vista della stagione 2023
“L’Atalanta è arrivata al capolinea. È finito il ciclo di Gasperini. La favola è svanita”. Sono queste le parole che si stanno coltivando negli ultimi mesi nei confronti della Dea. 18 punti in 16 partite hanno contribuito negativamente alla caduta libera nerazzurra sotto tutti i punti di vista. Nonostante ciò, perché parlare di “fine ciclo” è esagerato? Perché l’Atalanta si ritrova di fronte ad un vero e proprio effetto collaterale (legittimo) dopo 6 anni di continuità, dove vi è la necessità di cambiare pelle sul piano degli interpreti. Una ristrutturazione dove la base risulterebbe ancora buona (Gasperini in panchina), ma occorre lavorare sulla struttura: sedersi intorno ad un tavolo e decidere chi, dei senatori, vuole rimanere a Bergamo, per poi inserire gente tanto nuova quanto giovane (e al tempo stesso affamata). Essere big vuol dire anche trovarsi pronti anche da questo punto di vista, con l’obiettivo di essere non solo costantemente in alto, ma anche di crescere.
Fonte foto Zimbio
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