Problema alcol nei giovani: il Rapporto Eurispes-Enpam
Problema alcol nei giovani, il Rapporto Eurispes-Enpam fotografa una realtà dilagante: le prime bevute già a 11 anni
Dal Rapporto si evince un dato inquietante: il problema alcol nei giovani sfocia in 435mila morti in 10 anni.
Tra le cause per patologie alcol-correlate: incidenti stradali, incidenti sul lavoro, incidenti domestici e omicidi o suicidi legati allo stato di alterazione psicofisica.
Di questi, 296.500 sono uomini, 139mila donne.
L’alcol infatti rappresenta il primo fattore di rischio per la salute in Europa, dopo il fumo e l’ipertensione. Nei paesi dell’Unione, il consumo annuo pro capite è stimato a 9 litri.
L’Italia supera nettamente la media mondiale di un consumatore di alcol su tre: il 60% degli italiani, infatti, consuma una o più dosi di alcol al giorno.
Nel nostro paese si contano 8,6 milioni di consumatori a rischio, 2,5 milioni dei quali anziani e 1,5 milioni adolescenti.
E’ la precocità la vera emergenza:
- il 15,8% ha bevuto il primo bicchiere tra gli 11 e i 13 anni, e tra i maschi la percentuale sale al 20,5%;
- un terzo della popolazione lo ha fatto tra i 14 e i 17 anni (33,5%),
- per due su dieci il “debutto” è avvenuto tra i 18 e i 20 anni (20,1%),
- il 12,4% ha iniziato a bere dopo i vent’anni.
Il Presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti, spiega: “Attraverso i dati della rilevazione ci si rende conto della pericolosità di alcuni fenomeni sociali legati a una cultura dello sballo in via di costante diffusione”.
“Tra questi – prosegue Oliveti – il fenomeno dell’ ‘abbuffata alcolica’ (binge drinking), tipico della popolazione giovanile tra gli 11 e i 17 anni”.
Il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara: “I dati che emergono testimoniano sia una cresciuta consapevolezza,sia la necessità di un impegno sul piano della prevenzione, della comunicazione e dell’informazione”.
Nel nostro paese l’uso di sostanze alcoliche è tra le prime cause di morte tra i giovanissimi, spesso inseguito ad incidenti stradali
Sei intervistati su dieci dichiarano:
- di non aver mai guidato dopo aver bevuto in modo eccessivo (nel 2010 erano il 59,9%);
- il 24,6% afferma di averlo fatto “raramente”,
- il 14,1% “qualche volta”,
- l’1,4% ammette di averlo fatto “spesso” (nel 2010 era il 2,2%).
Ad avere una maggiore sensibilità sono le donne che nel 71,9% sostengono di non aver mai guidato in stato di ebbrezza, contro il 47,9% degli uomini.
Gli automobilisti più attenti alle regole sono quelli del Centro (67,9%); i meno ligi sono gli abitanti del Nord-Ovest (4,4% dei casi).
La maggior parte dei cittadini è comunque consapevole dell’esistenza di un problema sociale legato all’alcol in Italia
Secondo un terzo si tratta di un problema “rilevante” (35,4%), un altro 31,1% lo considera “moderato”.
Una minoranza sottostima il fenomeno (14,3%), circoscrivendolo a casi isolati, mentre
quasi un quinto non è in grado di valutare (19,2%).
Una percezione però molto diversa dal 1984, anno del primo Rapporto sull’Alcolismo in Italia realizzato dall’Eurispes; il 66% degli interpellati lo riteneva un problema, quasi il doppio rispetto ad oggi.
Una consapevolezza, quello del problema alcol nei giovani, che spinge il 60% degli italiani, a chiedere che il consumo di alcolici sia regolato dalla legge.
Quasi un terzo di chi è contrario ritiene che:
- consumare alcolici sia una “scelta individuale” (30,3%),
- per il 26,2% i problemi “non si risolvono con la legge”,
- per il 22,9% “informare è meglio che vietare”.
Infine le nuove tendenze che tracciano un panorama inedito del consumo:
- si inizia a bere più precocemente (93,7%),
- le donne bevono più che in passato (93,3%),
- si beve di più lontano dai pasti (90,5%),
- si bevono più superalcolici (78,5%), si associa più spesso il consumo di alcol a quello della droga (73,2%),
- sono più frequenti gli episodi di ubriacatura (71,4%).
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