Ravezzani duro: “La Gazzetta ha colpe gravi sull’Inter, non ha spirito critico e…”
L’Inter di Simone Inzaghi non è cambiata molto dalla stagione passata. Sono arrivati Zielinski e Taremi a rinforzare centrocampo e attacco, mentre in difesa è rimasto tutto fermo. Inoltre, considerando che Arnautovic non è una garanzia, i nerazzurri avrebbero bisogno di una quarta-quinta punta più affidabile, così da salutare anche il Tucu Correa. In ogni caso, però, l’Inter parte favorita per la conquista dello Scudetto, che sarebbe il secondo di fila ed il terzo in cinque anni.
Mercato Inter, qualche colpo mancato: da Zirkzee a Gudmundsson
Sul mercato Marotta non ha certamente fatto follie, forse anche ingabbiato dalle scelte societarie di OakTree, oltre ai già citati due parametri zero, è arrivato il solo Josep Martinez, secondo portiere ex Genoa, per 13 milioni. Non sono arrivati né Zirkzee, finito al Manchester United, né Gudmundsson, che si è accasato alla Fiorentina in questi giorni. Eppure la Gazzetta dello Sport, solo due mesi fa, dava come molto probabili questi due acquisti, sottolineando anche come Zhang, ex presidente nerazzurro, fosse sorridente e tranquillo, nonostante le vicende finanziarie ben note.
Ravezzani attacca la Gazzetta dello Sport: “Atteggiamento subalterno verso l’Inter”
Proprio su questo tema, si è espresso Fabio Ravezzani, noto giornalista sportivo ed opinionista calcistico, sul proprio profilo X: “Capita di non azzeccarne una, ci mancherebbe. Ma sull’Inter la Gazzetta ha colpe gravissime perché ha sposato le tesi della società senza un minimo di spirito critico. Super acquisti e risate con Zhang su Whatsapp sono specchio fedele di un atteggiamento totalmente subalterno“.
Poi, in risposta ad un utente che ha commentato la sua affermazione, Ravezzani ha rincarato la dose nei confronti del quotidiano: “I giornali dipendono da 2 elementi essenziali: 1)le vendite, (senza chiudono) cioè devono in qualche modo soddisfare le attese dei loro lettori/clienti 2)gli editori che scelgono i direttori. Alcuni sento il dovere di perseguire la pluralità , altri si piegano a interessi diversi“.
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