Regeni, ambasciatore italiano torna in Egitto

L’Italia ha deciso far tornare un ambasciatore in Egitto. Il funzionario era stata ritirato dal Paese dopo la resistenza a consegnare i documenti riguardanti Giulio Regeni, il ricercatore arrestato e torturato a morte a gennaio dello scorso anno. Secondo i genitori di Giulio, che ancora richiedono giustizia, si tratta di «una resa incondizionata».

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha subito telefonato alla famiglia. Nella telefonata ha spiegato le motivazione che hanno spinto il ministero degli Esteri a inviare l’ambasciatore Giampaolo Cantini a Al Cairo.

Passi in avanti nell’indagine su Giulio Regeni

La decisione, spiega il premier ai genitori del giovane, è stata presa dopo un passo in avanti nella collaborazione tra Italia ed Egitto. La procura del Cairo ha difatti inviato a Roma i verbali degli interrogatori fatti ai poliziotti che hanno constatato la morte del ragazzo.

L’invio dell’ambasciatore è un segnale di apertura dell’Italia verso gli sviluppi che la polizia egiziana sta facendo per scoprire chi c’è realmente dietro la morte di Regeni. Cantini avrà il compito di rappresentare l’Italia in Egitto, riferendo come procedono le indagini a Roma.

L’ex ambasciatore, Maurizio Massari, aveva ricevuto l’ordine di tornare in patria dallo stesso Gentiloni, che all’epoca era ministro degli Esteri. Il messaggio che l’Italia voleva dare all’Egitto era chiaro: un blocco dell’attività diplomatica tra i due Paesi, fino a quando non si deciderà a cooperare per ottenere giustizia.

Le dichiarazioni di Gentiloni e Alfano

Dopo la decisione del ministero, il premier ha fatto una dichiarazione. «L’Ambasciatore italiano al Cairo avrà, tra l’altro, il compito di contribuire alla azione per la ricerca della verità sull’assassinio di Giulio Regeni. Una ricerca su cui prosegue la collaborazione tra le Procure dei due paesi, come chiarito oggi dal Procuratore Pignatone. Un impegno al quale non rinunceremo, come ho confermato anche oggi ai genitori di Giulio Regeni».

Il ministro Alfano ha confermato le parole del premier. «L’impegno del Governo italiano rimane quello di fare chiarezza sulla tragica scomparsa di Giulio inviando al Cairo un autorevole interlocutore. Avrà il compito di contribuire, tramite i contatti con le  autorità egiziane, al rafforzamento della cooperazione giudiziaria. E di conseguenza, alla ricerca della verità. In qualità di rappresentante della Repubblica italiana, l’Ambasciatore Cantini curerà gli interessi nazionali in Egitto e la nostra importante comunità in quel Paese».