Egitto: altra strage di cristiani copti, almeno 35 i morti

Trentacinque cristiani copti morti. E’ questo il bilancio dell’assalto avvenuto questa mattina a un convoglio di due autobus che trasportava fedeli. A compiere la strage è stato un commando di dieci uomini a Menyah, a 250 Km a sud dal Cairo.
Gli assalitori, vestiti da militari e armati di mitragliatrici hanno bloccato il mezzo, sono saliti a bordo e hanno aperto il fuoco sui passeggeri. Secondo quanto scritto da un testimone su Twitter, uno degli assalitori ha anche filmato il massacro. Tra i morti, anche molti bambini.
Questo è l’ennesimo attacco pianificato contro i fedeli.

Attacco ai cristiani copti

Nessuno ha ancora rivendicato l’attacco al convoglio di due autobus in cui sono morti 35 cristiani copti, tra cui, molti bambini.
Quello che si sa è che erano diretti al monastero di Anba Samuel, sulla rotta desertica a ovest dell’Alto Egitto. Oltre ai due autobus, vi era anche un camioncino.
Il presidente egiziano, Abdul Fattah al-Sisi ha convocato una riunione straordinaria con i vertici della sicurezza. Intanto, le forze speciali egiziane hanno bloccato tutti punti d’ingresso e di uscita da Menyah, per impedire al commando di fuggire.
I feriti i sono stati trasportati presso l’ospedale di Maghagha, sito nella stessa provincia di Menyah. Alcuni versano in gravi condizioni.
A Tv2000 il parroco  della chiesa copta San Mina a Roma, padre Antonio Gabriel ha raccontato una storia agghiacciante. Gli assalitori non solo avrebbero rubato alle loro vittime oro e soldi, ma hanno anche tentato di convertirli. Se si fossero convertiti all’islamismo li avrebbero tenuti in vita. Il loro rifiuto ne ha decretato la morte.

Copti: una persecuzione senza fine

Quella di oggi non è la prima strage di cristiani copti che avviene in Egitto. A partire dal luglio 2013, dopo la destituzione del presidente islamico Mohamed Morsi, gli attacchi si sono intensificati.
L’ultimo prima di quello odierno, avvenne il 9 aprile scorso. Nella Domenica delle Palme due chiese copte egiziane (a Tanta e ad Alessandria) furono colpite a distanza di poche ore da un doppio attentato. Il bilancio fu di 44 morti e più di 100 feriti.
Nel pomeriggio oltre un centinaio di copti sono scesi sulle strade del governatorato di Menyah, in segno di protesta dopo l’attentato. I manifestanti hanno scandito alcuni slogan contro il ministro dell’Interno, chiedendone le dimissioni.

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