Conte incontra Sisi sul caso Regeni

Conte incontra Sisi sul caso Regeni

         
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IL CAIRO – Conte incontra Sisi sul caso Regeni. Il premier, infatti, è stato ricevuto al Cairo dal presidente egiziano. Con Abdel Fattah al-Sisi, ha riferito Conte, si è parlato dell’omicidio del nostro connazionale:

“Ho ricordato – così il capo del governo italiano – che tra qualche giorno è l’anniversario della scomparsa e rivolgo un pensiero affettuoso ai suoi familiari. Oggi al Cairo ci sono carabinieri e polizia e si fermeranno anche domani: è il segnale positivo che sono ripresi i contatti tra gli investigatori, confidiamo che presto riprendano anche quelli tra le procure. L’importante è che la collaborazione riprenda, al Sisi mi ha rassicurato che la collaborazione da parte loro sarà massima”.

Conte incontra Sisi sul caso Regeni

Dunque l’Egitto non si tira indietro. In un comunicato della presidenza egiziana, poi, si legge che al-Sisi ha ribadito quanto segue:

“L’Egitto desidera raggiungere la verità e ha confermato il pieno sostegno all’attuale cooperazione fra le autorità coinvolte in Egitto e Italia per svelare le circostanze del caso”.

Nei mesi scorsi il pm Sergio Colaiocco, ascoltato assieme al procuratore Michele Prestipino davanti alla commissione di inchiesta sulla morte di Regeni, aveva raccontato:

“Intorno a Giulio Regeni è stata stretta una ragnatela dalla National security egiziana già dall’ottobre prima del rapimento e omicidio. Una ragnatela in cui gli apparati si sono serviti delle persone più vicine a Giulio al Cairo. Una ragnatela che si è stretta sempre di più è in cui Giulio è finito al centro”.

Prestipino aveva poi aggiunto:

“La Procura continuerà con determinazione a compiere tutte le attività per continuare ad acquisire elementi di prova per accertare quanto accaduto”, il quale ha sottolineato che “grande è stata l’azione portata avanti dalla famiglia che ha costantemente esercitato un’attività finalizzata alla ricerca della verità”.

Proprio oggi sarebbe stato il 32esimo compleanno di Regeni, che la mamma Paola ha voluto ricordare su Twitter. Mesi fa i genitori di Giulio avevano affermato:

“In questi anni abbiamo dovuto lottare contro violenze, depistaggi, omertà, prese in giro e tradimenti. Siamo grati ai nostri procuratori e alle squadre investigative per il lavoro instancabile svolto in questi quattro anni in sinergia con noi e la nostra legale. Se oggi abbiamo i nomi di alcuni dei responsabili del sequestro, delle torture e dell’uccisione di Giulio e se alcuni di quei nomi sono iscritti nel registro degli indagati lo dobbiamo a loro”.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis