Slot e giochi: come cambia il mercato italiano dopo la riforma

L’accordo tra Stato e Regioni ratificato nel mese di settembre rappresenterà una vera e propria rivoluzione per il mercato italiano dei giochi. Dopo 18 mesi di discussione è arrivata finalmente la parola fine su una riforma che in molti chiedevano da tempo. Governo centrale e Regioni hanno accolto la notizia con favore, mentre più “scettici”, per così dire, sono state Assotabaccai e Assogioco Confesercenti, oltre alla Consulta nazionale antiusura.

Comunque sia, le nuove misure vanno a modificare in maniera decisiva la situazione del mercato italiano delle slot machine: entro il 30 aprile 2018, infatti, ne saranno rottamante 142.600, su un totale di 400mila in circolazione in Italia. Anche le sale da gioco saranno dimezzate nel giro di un triennio: dalle attuali 98.600, si passerà a circa 50.000. Le associazioni di categoria sono state abbastanza critiche, perché tra gli altri provvedimenti è stato introdotto un nuovo gratta e vinci (il numero 46) che sarà disponibile solo in Rete. È proprio questa disparità di trattamento tra i giochi “terrestri” e quelli online che ha destato le maggiori critiche.

I concessionari, intanto, hanno iniziato ad adeguarsi alle nuove normative, avviando il processo di riduzione degli apparecchi. Secondo il censimento realizzato al 31 dicembre del 2016, le slot machine autorizzate dai Monopoli di Stato erano in tutto 407.080, anche se il numero di quelle attive, ossia di quelle che realmente raccoglievano giocate negli esercizi pubblici è di 355.000 unità. Secondo le stime al 31 settembre 2017, invece, il numero delle slot installate nei locali sono 365.000.

Slot e giochi: le altre novità per il 2018

Secondo quanto riferiscono diversi organi di stampa, il governo Gentiloni sta lavorando alla stesura dell’ultima bozza della legge finanziaria per il 2018 e al suo interno sono previsti anche alcuni provvedimenti che riguardano i giochi. È infatti prevista una proroga onerosa delle attuali concessioni per il bingo e le scommesse sportive valida fino al 31 dicembre 2018. Entro quella data, inoltre, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dovrà avviare apposito bando di gara per le nuove licenze. Secondo le stime del governo, le entrate per l’Erario subiranno un incremento di 73 milioni di euro provenienti dal bingo. Mentre le scommesse frutteranno 410 milioni di euro.

E non finisce qui: proprio riguardo alle scommesse, è al varo una nuova misura che prevede l’incremento delle tasse sul margine. Le imposte dovrebbero salire dal 18% al 19% per le scommesse su rete fisica, mentre per le scommesse online saliranno dal 22% al 23%. Le associazioni di categoria non staranno facendo propriamente i salti di gioia per quella che è ormai ben più di un’ipotesi.