Usb Scuola contro la Azzolina: “La vera emergenza è quella dei diritti”
ROMA – Usb Scuola contro la Azzolina: “La vera emergenza è quella dei diritti”. Ecco cosa si legge in una nota:
“La notizia che in questi giorni la Ministra Azzolina continua a propagandare, la creazione di un organico aggiuntivo di 50.000 docenti a tempo determinato, è l’ennesima notizia che va compresa nella sua vera essenza e demistificata. Quello che ministero e stampa tacciono è che, in caso di nuovo lockdown, si licenzieranno le lavoratrici e i lavoratori così assunti, senza diritto ad alcuna indennità, in violazione dei più elementari principi del lavoro e della normativa scolastica. Si tratta dell’ennesimo provvedimento che esplicita in maniera inequivocabile l’approccio che il Governo e il Miur intendono adottare rispetto allo storico sottodimensionamento degli organici della scuola pubblica statale”.
Usb Scuola contro la Azzolina: “La vera emergenza è quella dei diritti”
Tutti spunti su cui riflettere. E ancora:
“Da tempo diciamo che la crisi sociale che stiamo vivendo dovrebbe trasformarsi nell’occasione per ripensare il modello scolastico. Oggi inadeguato e insufficiente rispetto ai bisogni formativi degli studenti e ai diritti contrattuali e di sicurezza di insegnanti, personale amministrativo e tecnico e collaboratori scolastici. I concorsi banditi a fronte di una necessità di immissioni in ruolo straordinarie e immediate di docenti che da anni lavorano all’interno delle istituzioni scolastiche. Le procedure di riapertura delle graduatorie che hanno messo in luce l’inadeguatezza del sistema informatico del ministero. E, da ultimo, questo ulteriore e gravissimo attacco ai diritti dei precari, licenziabili senza indennità di disoccupazione e chiamati alla bisogna. Ebbene. Tutto questo chiarisce una volta di più l’assenza di un piano complessivo di riforma della scuola di questo Ministero e di questo Esecutivo”.
Non solo. C’è dell’altro. La creazione di una sottocategoria di lavoratori “con meno tutele e meno stabilità” è, per l’Usb, un “ulteriore abbassamento delle garanzie di diritto per i lavoratori del comparto. Il mondo del precariato scolastico è però oggi meno acquiescente di qualche tempo fa e già si levano diverse prese di posizione che preludono a percorsi di mobilitazione che non tarderanno a venire”. Staremo a vedere.
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