5 maggio la Giornata Mondiale per l’igiene delle mani

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La Giornata Mondiale per l’igiene delle mani

Il 5 maggio di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale per l’igiene delle mani (Global Hand Hygiene Day), istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Specialmente negli ultimi anni e con la pandemia da Covid-19 , si è posta una particolare attenzione sull’argomento. Il lavaggio delle mani (se correttamente effettuato) permette di prevenire la trasmissione di agenti infettivi ed è dunque un modo per fare prevenzione e salvare vite.

Il tema della campagna per il 2023 è il seguente: “Insieme possiamo fare di più per prevenire le infezioni e la resistenza agli antibiotici nell’assistenza sanitaria. Promuoviamo la cultura della sicurezza e della qualità delle cure. Diamo la massima priorità all’igiene delle mani”.

Il lavaggio delle mani

Le pratiche di lavaggio delle mani nell’ambito della cura del paziente iniziarono all’inizio del XIX secolo. La pratica si è evoluta nel corso degli anni con prove evidenti della sua vasta importanza e, insieme ad altre procedure, ha ridotto i patogeni responsabili di infezioni nosocomiali (acquisite in ospedale).

Le mani contaminate degli operatori sanitari sono una fonte primaria di diffusione dei patogeni. Una corretta igiene delle mani riduce la proliferazione di microrganismi, riducendo così il rischio di infezione, i costi sanitari complessivi e la durata delle degenze.

L’igiene delle mani è la pratica singola più importante nella riduzione della trasmissione di infezioni principalmente in ambito sanitario, ma non solo. E nonostante questa evidenza, gli studi hanno ripetutamente dimostrato che l’importanza della pratica non è stata adeguatamente riconosciuta tra gli operatori sanitari.

Comprendere l’importanza dell’igiene delle mani e il suo impatto sulla diffusione patogena dei microrganismi è più semplice quando si comprende l’anatomia della pelle. La pelle infatti funge da barriera protettiva contro la perdita di acqua, la perdita di calore, contro i microrganismi e altri rischi ambientali. Strutturalmente, la pelle è costituita da uno strato superficiale esterno noto come strato corneo, poi ci sono epidermide, derma e ipoderma. La pelle sana è colonizzata da una flora costituita da microrganismi che risiedono al di sotto dello strato corneo e della superficie della pelle. Generalmente, questi batteri non sono patogeni sulla pelle intatta, ma possono causare infezioni in altre aree del corpo, soprattutto in presenza di lesioni della pelle.

I microrganismi transitori vengono spesso acquisiti attraverso il contatto diretto e ravvicinato con pazienti o oggetti inanimati contaminati o superfici ambientali. La flora transitoria colonizza gli strati superficiali della pelle, ma può essere facilmente rimossa con il normale lavaggio delle mani.

Come e quando lavare le mani

Il lavaggio delle mani è l’atto di lavarsi le mani con sapone, antimicrobico o non antimicrobico, e acqua per almeno 15-20 secondi con un movimento vigoroso per causare attrito e assicurandosi di includere tutte le superfici delle mani e delle dita.

Tra le metodiche che assicurano l’igiene delle mani ritroviamo la pulizia con acqua e sapone, i lavaggi antisettici delle mani, gli sfregamenti delle mani con disinfettanti a base di alcol, schiume o gel oppure l’antisepsi chirurgica delle mani. Tra le varie indicazioni per il lavaggio ci sono chiaramente tutte le occasioni in cui le mani sono visibilmente sporche, soprattutto se contaminate da sangue o altri fluidi corporei, prima di mangiare e prima dopo l’utilizzo dei servizi igienici.

Fonti: EpiCentro, Hand Hygiene

 

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Autore dell'articolo: Eliana Pellegrino