Autismo: un futuro con le cellule Staminali

Autismo: un futuro con le cellule Staminali

         
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Autismo: un futuro con le cellule Staminali è l’obiettivo di molti ricercatori. Negli ultimi anni e, in maniera sempre crescente la comunità medica fa riferimento alle cellule staminali come un potente strumento terapeutico. Volto, ovviamente, alla cura di diverse e gravi patologie.

Studiosi, medici e ricercatori di tutto il mondo, considerano le cellule staminali, il punto focale di un futuro volto alla cura di malattie neurodegenerative; ma anche di malattie del sangue quali, ad esempio la leucemia.

Ma cosa sono le cellule staminali? E cos’ha a che vedere con l’ADS (disturbo dello spettro autistico)?

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Autismo: un futuro con le cellule Staminali dal midollo osseo al cordone ombelicale

Le cellule staminali, sono cellule indifferenziate, volte cioè alla trasformazione in cellule, di diversi tessuti o organi.

Sono considerate una grande speranza, come detto, di grande rilievo per la cura di diverse malattie neurodegenerative; (ovvero un insieme di malattie del sistema nervoso centrale accumunate da un processo cronico e selettivo di morte cellulare dei neuroni).

Le cellule staminali, nelle persone adulte, si trovano nel midollo osseo. Queste, si possono trapiantare, qualora ci fosse compatibilità, a chi è affetto anche da malattie del sangue.

Invece, troviamo una fonte ricchissima di cellule nel cordone ombelicale che, stando alle recenti scoperte, può aiutare nella predisposizione dell’ADS; ovvero il disturbo del neuro sviluppo che coinvolge 3 aree specifiche.

Stiamo parlando dell’area del linguaggio e della comunicazione; l’area dell’interazione sociale e quella degli interessi ridotti e invariabili.

Oggi, non c’è una cura per l’autismo nonostante la scienza e la medicina, in campo di ricerca, abbiano apportato terapie migliorative. Tutto ai fini dell’abilità, della comunicazione e del sociale.

Però, il reale miglioramento, avviene nei sintomi a carattere emotivo, come: iperattività, ansia o aggressività.

Cos’ha evidenziato lo studio?

Nonostante non sono ancora conosciute le cause esatte dell’autismo, si evince come circa il 55% dei casi sia determinato da fattori ereditari. Il restante si annovera in condizioni ambientali che vanno a scatenare risposte del sistema infiammatorio e immunitario materno in condizioni di sviluppo prenatale.

Studi differenti, hanno ipotizzato quanto segue. Cioè come ci sia una possibile correlazione fra i vari tipi di struttura della materia bianca nel cervello dei bimbi autistici piuttosto sviluppata; e la risposta immunitaria pre e post natale.

In particolare si nota che c’è attinenza tra elevati livelli di citochine pro infiammatorie; (nella fattispecie interleuchina 63,4) con i particolari comportamenti e i vari problemi relazionali che hanno i bimbi autistici.

Le citochine sono delle proteine prodotte dalle nostre cellule immunitarie; ne esistono di diversi tipi e fra queste alcune favoriscono l’infiammazione.

Il perché delle staminali

Le cellule staminali possono diminuire notevolmente l’infiammazione e i difetti tipici dell’autismo e della connettività cerebrale.

La somministrazione delle cellule staminali del cordone ombelicale, nello stesso paziente, ha evidenziato che c’è un aumento della connettività tra l’ippocampo e la parte sinistra del talamo; così da portare alla riduzione dello sviluppo anomalo della materia bianca. Non da meno, apporta miglioramenti dal punto di vista del comportamento.

Oggi, si raccomanda più informazione verso i genitori (o futuri genitori) sulla donazione del cordone ombelicale; e si rende noto come le cellule staminali cordonali autologhe e, il loro uso terapeutico, sono sicure e vanno a limitare il rischio di rigetto .

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24