malattie neurologiche

Malattie neurologiche e il Covid-19

Un nuovo studio presentato in occasione dell’ottavo congresso della European Academy of Neurology (EAN) ha dimostrato che i pazienti positivi al  COVID-19 sono esposti a un rischio molto più elevato di malattie neurologiche rispetto a coloro che sono risultati negativi al virus. Lo studio, che ha analizzato le cartelle cliniche di oltre la metà della […]

Gli esperti: "Rendere disponibili tutti i vaccini anti virus SarS-CoV2"

Vaccino antinfluenzale minor rischio Alzheimer

Stando a un nuovo studio dell’University of Texas Health Science Center di Houston, coloro che avevano ricevuto durante quattro anni almeno un vaccino antinfluenzale avevano il 40% in meno di probabilità di contrarre il morbo di Alzheimer rispetto ai loro coetanei non vaccinati. Leggi di più a proposito di Vaccino antinfluenzale minor rischio Alzheimer

Demenza e perdita connessioni neuronali

Demenza e perdita connessioni neuronali

Demenza: I livelli ematici potrebbero indicare la perdita precoce delle connessioni neuronali.

Una proteina presente nel sangue, identificata dai ricercatori del DZNE e dell’Ospedale Universitario di Ulm, potrebbe indicare il degrado delle connessioni neurali anni prima dell’insorgenza dei sintomi della demenza. Leggi di più a proposito di Demenza e perdita connessioni neuronali

legame

Legame tra gene del Parkinson e i problemi vocali

Uno strano legame tra il gene del Parkinson e i problemi vocali potrebbe portare a una diagnosi più precoce.

I neuroscienziati hanno scoperto che livelli più elevati della proteina alfa-sinucleina nel cervello possono portare a cambiamenti nella produzione vocale. La malattia di Parkinson è probabilmente più conosciuta per i suoi sintomi legati al movimento, in particolare tremori e rigidità, ma è anche nota per ostacolare il funzionamento della voce, che conferisce alle persone affette da Parkinson una consistenza morbida e tonica. La ricerca ha suggerito che questi sintomi spesso compaiono molto prima nello sviluppo della malattia, a volte decenni prima dei disturbi legati al movimento. Leggi di più a proposito di Legame tra gene del Parkinson e i problemi vocali

5 diverse malattie

5 diverse malattie attaccano le aree del cervello

Secondo un nuovo studio di medicina nordoccidentale, ci sono 5 diverse malattie separate che colpiscono i centri del linguaggio nell’emisfero sinistro del cervello, causando progressivamente difficoltà linguistiche, note come afasia progressiva primaria (PPA).

Un nuovo studio della Northwestern Medicine riferisce che ci sono 5 diverse malattie che attaccano le aree del linguaggio nell’emisfero sinistro del cervello e che lentamente causano progressivi deterioramenti del linguaggio conosciuti come afasia primaria progressiva (PPA). Leggi di più a proposito di 5 diverse malattie attaccano le aree del cervello

Parkinson

Parkinson cure innovative: un gene potrebbe prevenirlo

Un gene potrebbe prevenire il morbo di Parkinson apportando cure innovative.

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla distruzione di una specifica popolazione di neuroni: i neuroni dopaminergici. La degenerazione di questi neuroni impedisce la trasmissione dei segnali che controllano specifici movimenti muscolari; ciò porta a tremori, contrazioni muscolari involontarie o problemi di equilibrio caratteristici di questa patologia. Un team dell’Università di Ginevra (UNIGE) ha studiato la distruzione di questi neuroni dopaminergici utilizzando il moscerino della frutta come modello di studio.

Gli scienziati hanno identificato una proteina chiave nelle mosche, e anche nei topi,. che svolge un ruolo protettivo contro questa malattia e potrebbe essere un nuovo bersaglio terapeutico. Questo lavoro può essere letto nella rivista Nature Communications. Leggi di più a proposito di Parkinson cure innovative: un gene potrebbe prevenirlo

diagnosi di Alzheimer

Biomarcatori nel plasma per migliorare diagnosi Alzheimer

Un nuovo studio si concentra sulle molecole di RNA nel plasma come biomarcatori per il morbo di Alzheimer,. permettendo così di individuare specifiche molecole per confermare precocemente la malattia.

I ricercatori della Mayo Clinic hanno identificato una nuova serie di marcatori molecolari nel plasma. La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di test clinici qualitativamente superiori, per la diagnosi dell’Alzheimer. Questa malattia, è la forma più comune di demenza. In tutto il mondo si stima che almeno 50 milioni di persone siano colpite da demenze. Di queste il 60-70% soffrono di Alzheimer. Solo Stati Uniti colpisce 6,2 milioni di persone. In Italia ne sono affette 600.000. Leggi di più a proposito di Biomarcatori nel plasma per migliorare diagnosi Alzheimer

Depressione e Alzheimer hanno origini comuni

Depressione e Alzheimer hanno origini comuni

Depressione e Alzheimer hanno origini genetiche comuni.

In Italia, gli ultrasessantenni sono pari al 22% della popolazione, che annovera il Bel Paese tra il più longevo d’Europa. Considerando tale incidenza, si stima che il morbo di Alzheimer (AD) colpisca circa 600 Mila italiani, destinati a salire per via dell’invecchiamento della popolazione. Su base statistica, inoltre, solo negli Stati Uniti, la malattia colpisce quasi 6 milioni di persone. Leggi di più a proposito di Depressione e Alzheimer hanno origini comuni

Mortalità ridotta: olio d'oliva possibile elisir

Mortalità ridotta: olio d’oliva possibile elisir

Mortalità ridotta: è possibile con l’assunzione dell’olio d’oliva? non ci renderà eterni, ma di sicuro apporterà benefici alla salute!

Secondo una ricerca, un maggiore consumo di olio d’oliva, ridurrebbe il rischio di mortalità totale e/o per cause specifiche. A sostenere la tesi è il dipartimento di nutrizione alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, che nelle dichiarazioni alla stampa scrive: Leggi di più a proposito di Mortalità ridotta: olio d’oliva possibile elisir

Neurodegenerazione e la correlazione con il colesterolo

Neurodegenerazione e la correlazione con il colesterolo

Il colesterolo, un componente essenziale del corpo, aiuta a mantenere l’integrità delle membrane cellulari. Aiuta anche a sintetizzare ormoni, vitamina D e altre importanti sostanze cellulari. Nel corpo, circa il 23-25% del colesterolo totale si trova nelle cellule del cervello. Qui, aiuta ad arricchire la guaina mielinica, che copre le cellule nervose ed è importante […]