Vaccino antinfluenzale minor rischio Alzheimer

Vaccino antinfluenzale minor rischio Alzheimer

Stando a un nuovo studio dell’University of Texas Health Science Center di Houston, coloro che avevano ricevuto durante quattro anni almeno un vaccino antinfluenzale avevano il 40% in meno di probabilità di contrarre il morbo di Alzheimer rispetto ai loro coetanei non vaccinati. Leggi di più a proposito di Vaccino antinfluenzale minor rischio Alzheimer

Demenza e perdita connessioni neuronali

Demenza e perdita connessioni neuronali

Demenza: I livelli ematici potrebbero indicare la perdita precoce delle connessioni neuronali.

Una proteina presente nel sangue, identificata dai ricercatori del DZNE e dell’Ospedale Universitario di Ulm, potrebbe indicare il degrado delle connessioni neurali anni prima dell’insorgenza dei sintomi della demenza. Leggi di più a proposito di Demenza e perdita connessioni neuronali

Il colesterolo può accelerare la progressione della demenza

Il colesterolo può accelerare l’ascesa della demenza

La barriera emato-encefalica è impermeabile al colesterolo. Eppure il colesterolo alto nel sangue è associato a un aumento del rischio di malattia di Alzheimer e demenza vascolare. Tuttavia, i meccanismi sottostanti che mediano questa relazione sono poco conosciuti. Uno studio pubblicato sulla rivista open-access PLOS Medicine da Vijay Varma; e colleghi del National Institute on Aging, parte dei National Institutes of Health, a Baltimora, Maryland, suggerisce che i disturbi nella conversione del colesterolo in acidi biliari (chiamato catabolismo del colesterolo) possono giocare un ruolo nello sviluppo della demenza. Leggi di più a proposito di Il colesterolo può accelerare l’ascesa della demenza

Litio: la cura può ridurre rischio demenza

Litio: la cura può ridurre rischio demenza

Un nuovo studio evidenzia come il trattamento con il litio, potrebbe diminuire il rischio di sviluppare la demenza.

In una recente ricerca, che ha coinvolto 29.618 pazienti, la somministrazione del litio – un farmaco che agisce diminuendo un’attività cerebrale non regolare – è associato a un minor rischio di ricevere una diagnosi di demenza – e dei suoi sottotipi; tra questi il morbo di Alzheimer e la demenza vascolare. Leggi di più a proposito di Litio: la cura può ridurre rischio demenza

Depressione e Alzheimer hanno origini comuni

Depressione e Alzheimer hanno origini comuni

Depressione e Alzheimer hanno origini genetiche comuni.

In Italia, gli ultrasessantenni sono pari al 22% della popolazione, che annovera il Bel Paese tra il più longevo d’Europa. Considerando tale incidenza, si stima che il morbo di Alzheimer (AD) colpisca circa 600 Mila italiani, destinati a salire per via dell’invecchiamento della popolazione. Su base statistica, inoltre, solo negli Stati Uniti, la malattia colpisce quasi 6 milioni di persone. Leggi di più a proposito di Depressione e Alzheimer hanno origini comuni

aumentati i casi di demenza

Aumentati i casi di demenza negli ottantenni

Sono aumentati i casi di demenza tra gli ultraottantenni Un recentissimo studio dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs ha rilevato che sono aumentati i casi di demenza nelle persone con più di 80 anni. Questa meticolosa ricerca, finanziata dalla Fondazione Monzino, è il frutto di oltre 16 anni di lavoro. In Italia circa 350.000 […]

Alzheimer: individuato il meccanismo

Alzheimer: individuato il meccanismo che lo scatena

Alzheimer: individuato il meccanismo che lo  scatena e che accelera la morte dei neuroni.

L’Alzheimer è la più nota causa di demenza, che va a danneggiare le cellule e le connessioni cerebrali; provocando nel tempo, un declino progressivo delle funzioni cognitive.

Rappresenta, nella fattispecie, circa il 60% dei casi legati all’infermità.  Eppure, a distanza di poche ore, un nuovo dettaglio sulla malattia si annovera fra le conoscenze scientifiche.

Infatti è stato determinato il funzionamento che va a velocizzare la morte delle cellule nervose nella malattia;

Si tratta delle sequenze di DNA che regolano l’attività dei geni e che mantengono attivo e giovane il cervello; in questo caso, nella funzione cerebrale, vanno a perdersi  più rapidamente. Di contro, l’attività dei geni che formano placche tossiche per i neuroni vengono accelerate durante il processo.

Questo fondamentale passaggio riguardante la malattia, è reso pubblico sulla famosa rivista NATURE COMMUNICATIONS dal gruppo dell’Istituto americano Van Andel, coordinato da Viviane Labrie. E va a giocare un ruolo decisamente fondamentale  per  le diagnosi e gli eventuali futuri strumenti per combattere questa grave patologia. Leggi di più a proposito di Alzheimer: individuato il meccanismo che lo scatena

demenza e alzheimer differenze

Demenza e Alzheimer: quali sono le differenze?

Demenza e Alzheimer vengono spesso erroneamente confusi o usati come sinonimi ma sono due patologie, seppur simili, ben diverse.

Demenza e Alzheimer: due patologie diverse

La maggior parte delle persona parla di Demenza e Alzheimer come e i trattasse della stessa malattia e utilizza i termini come interscambiabili.

Leggi di più a proposito di Demenza e Alzheimer: quali sono le differenze?

super anziani memoria e cervello giovane in eta avanzata

Super Anziani: cervello e memoria giovane anche in età avanzata.

Nonostante la loro vecchiaia, i “super anziani” hanno dei ricordi giovani. Mentre la tua età inizia a salire, la tua memoria inizia a declinare. Almeno, questo è lo scenario tipico. Ma un gruppo di persone conosciute come “super anziani” può essere la prova che la vecchiaia non sempre arriva di pari passo con una brutta memoria. I […]