Litio: la cura può ridurre rischio demenza

Litio: la cura può ridurre rischio demenza

         
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Un nuovo studio evidenzia come il trattamento con il litio, potrebbe diminuire il rischio di sviluppare la demenza.

In una recente ricerca, che ha coinvolto 29.618 pazienti, la somministrazione del litio – un farmaco che agisce diminuendo un’attività cerebrale non regolare – è associato a un minor rischio di ricevere una diagnosi di demenza – e dei suoi sottotipi; tra questi il morbo di Alzheimer e la demenza vascolare.

La demenza è la principale causa di morte e disabilità nelle popolazioni più anziane dell’Occidente; nel 2015 si stimò che erano circa 47 milioni le persone affette da demenza in tutto il mondo, e si prevede che questo numero triplicherà entro il 2050.

Gli interventi preventivi che potrebbero ritardare la comparsa della demenza, anche modestamente, avrebbero un grande impatto sulla salute pubblica. Si stima che ritardare l’insorgenza di 5 anni, ridurrebbe la prevalenza e l’impatto economico della malattia del 40%. Il litio – uno stabilizzatore dell’umore solitamente prescritto per condizioni come il disturbo affettivo bipolare e la depressione – è proposto come potenziale terapia.

La ricerca sull’uso del Litio, in caso di demenza, ha prodotto esiti sorprendenti

Ha effetti positivi in modelli cellulari e animali con demenza, e ci sono prove di risultati neuroprotettivi dalla ricerca sperimentale e dagli studi clinici che utilizzano l’imaging del cervello.

“Il numero di persone con demenza continua a crescere, il che mette un’enorme pressione sui sistemi sanitari”, ha detto il dottor Shanquan Chen, autore principale, ricercatore presso il Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Cambridge.

Chen e colleghi hanno analizzato i dati di coloro che hanno avuto accesso ai servizi di salute mentale. della Cambridgeshire and Peterborough NHS Foundation Trust tra il 2005 e il 2019.

I pazienti ai tempi dell’indagine, avevano tutti più di 50 anni di età, e hanno ricevuto, in seguito, almeno un appuntamento di controllo a distanza di un anno, e non erano precedentemente diagnosticati né con decadimento cognitivo lieve, né con demenza.

All’epoca, dei 29.618 degenti della coorte di studio, 548 sono trattati con litio. Il 40.2% è di sesso maschile, il 33,3% è sposato o in unione civile e il 71% è di etnia bianca.

I pazienti esposti al litio avevano maggiori probabilità di essere sposati, conviventi o in un’unione civile; di essere un fumatore attuale/ex fumatore. Di aver usato antipsicotici e di avere in comorbidità depressione, mania/disturbo affettivo bipolare, ipertensione, malattia vascolare centrale, diabete mellito o iperlipidemie.

Nel gruppo che aveva ricevuto il litio, 53 pazienti (9,7%) ha ricevuto una diagnosi di demenza. Mentre il gruppo che non aveva ricevuto il litio, 3.244 pazienti (11,2%) hanno ricevuto una diagnosi di demenza.

Dopo aver controllato fattori come il fumo,. altri farmaci e altre malattie fisiche e mentali, l’uso del litio è stato associato a un minor rischio di demenza; sia per gli utenti a breve, che a lungo termine

Tuttavia, poiché il numero complessivo di pazienti che ricevevano il litio era piccolo e, questo era uno studio osservazionale,. sarebbero necessari studi clinici più grandi per stabilire il litio come un potenziale trattamento per la demenza. Un’altra limitazione dello studio era il numero di pazienti a cui era stato diagnosticato un disturbo bipolare,. che è normalmente associato ad un aumento del rischio di demenza.

Ci aspettavamo di trovare che i pazienti con disturbo bipolare avessero più probabilità di sviluppare demenza, dal momento che questo è il motivo più comune per cui viene prescritto il litio, ma la nostra analisi ha suggerito il contrario”, ha detto il dottor Chen.È troppo presto per dirlo con certezza, ma è possibile che il litio possa ridurre il rischio di demenza nelle persone con disturbo bipolare”.

La ricerca è stato pubblicato online sulla rivista PLoS Medicine.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24