Arresti in serie per vari reati in Sardegna

Arresti in serie per vari reati in Sardegna

         
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Le ordinanze

Arresti con sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. Sono stati disposti dal tribunale di Cagliari su richiesta della Dda. Sono stati eseguiti nelle province di Cagliari, Sassari e Alessandria. Al lavoro i carabinieri della compagnia di Carbonia insieme al personale dei comandi competenti per gli altri territori.

Le persone arrestate

Arrestati: Yacine Messadi, algerino di 45 anni residente a Cagliari; Nidham Hammouda, nato in Tunisia nel 1986 e residente a Selargius. Inoltre, Sofia Tony, nigeriana classe 1986 residente a Sassari e Bridget Tina Edomwony, nata in Algeria nel 1982 e domiciliata ad Alessandria. Tutte le persone erano già note alle forze dell’ordine. Sono state accusate per vari reati, tra questi, associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Inoltre sfruttamento della prostituzione e detenzione e spaccio di stupefacenti a minorenni.

La tratta nel sud dell’isola

La tratta favoriva l’ingresso illegale degli stranieri che, in particolare nel quartiere cagliaritano di Sant’Eulalia. Venivano impiegati per l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.  In particolare, il capo Yacine Messadi: acquistava il motore e la barca, pagava lo scafista e si occupava di tutto il resto.

Migranti ben istruiti

migranti erano ben istruiti dall’organizzatore, circa il da farsi e ciò che dovevano dire. Successivamente concluse le operazioni al centro di accoglienza, avevano l’ordine di fuggire. Lo stesso algerino, dopo offriva un rifugio a casa sua. A quel punto li utilizzava come spacciatori in un traffico da lui stesso gestito.

Il fido scudiero

Ad aiutarlo c’era anche Nidham Hammouda. Era quest’ultimo a rifornirsi di droga, per rivenderla anche grazie all’uso di minorenni. Su Messadi pende anche l’accusa di concorso in detenzione di banconote contraffatte, che avrebbe utilizzato nelle operazioni di vendita della droga.

Il giro di prostituzione nel nord Sardegna

La seconda tratta emersa è quella che collega la Nigeria alla Libia e a Sassari. Qui l’attività era quella della prostituzione. Sofia Toni e Bridget Tina Edomwonyi avevano il ruolo delle cosidette “maman”.  Williams Obashohan, nigeriano residente a Castelsardo, invece si occupava di finanziare la permanenza in Libia.

Il boss della Nigeria

In Nigeria le ragazze venivano individuate da tale Mama Vera. Era lei che anticipava il costo del viaggio. Qui, le ragazze restavano all’interno di alcuni tuguri. In questi luoghi poco dignitosi, soffrivano fame, freddo, e le minacce dei loro carcerieri. Una volta giunte in Italia, in Campania, le “maman” fornivano loro schede telefoniche, documenti falsi e soldi. Giunte sul posto iniziavano ad esercitare.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24