Bargiggia punge: “Andrea Agnelli si sente onnipotente. Conte? Lo scudetto è troppo poco”

Bargiggia senza filtri. Intervistato in esclusiva da SuperNews, il giornalista ex Mediaset ha commentato così la vittoria dello scudetto dell’Inter: “Per vincere, a qualsiasi livello, te lo devi meritare e sicuramente l’Inter ha vinto più per meriti suoi che per demeriti degli avversari. I nerazzurri hanno fatto un girone di ritorno straordinario, con numeri che parlano da soli a loro favore. Senza dimenticare che questo scudetto è stato praticamente vinto senza una proprietà: dallo scorso novembre, al di là dei dirigenti locali, le figure di riferimento cinesi erano più impegnate a dismettere gli asset aziendali in patria – compreso lo Jiangsu Suning – piuttosto che curare gli affari dell’Inter. In ogni caso, non credo ci si debba esaltare troppo per la vittoria di questo scudetto: il tipo di calcio espresso da Conte – che non ho mai particolarmente apprezzato per il poco fair-play – è molto antico ed è redditizio solo in Italia, dove si gioca sotto ritmo e la maggior fisicità fa la differenza. In Europa questa impostazione tattica non paga e una squadra del blasone dell’Inter non si può permettere di essere competitiva solo all’interno dei propri confini”.

Bargiggia continua: “Conte non lo ingaggerei mai come allenatore. Per diverse ragioni: ha un costo altissimo, ha grandi pretese – in 2 anni ha fatto spendere all’Inter sul mercato circa 250 milioni € – e, come dicevo in precedenza, ha un’idea di gioco old style che paga solo in Italia. Per una a società con la storia di quella nerazzurra, dall’alto profilo internazionale, vincere lo scudetto è troppo poco: l’eliminazione in Champions League – con un 4° posto in un girone facile come quello dove erano stati inseriti i nerazzurri – e l’uscita dalla Coppa Italia, sommate all’espressione di un calcio non divertente, sono nei che, in una stagione, restano, indipendentemente da tutto. Per questo il voto che posso dare a Conte va dal 6 al 7, non di più”.

Le parole di Bargiggia su Andrea Agnelli
Il giornalista conclude l’intervista parlando anche della situazione in casa Juventus: “Sicuramente la scelta più azzardata è stata di Agnelli. Chiunque, nei panni di Pirlo, anche per un tema di autostima, avrebbe preso al volo il treno della vita, accettando di allenare la Juventus senza fare nemmeno un giorno di gavetta. L’errore, quindi, è senza dubbio del Presidente che già, un anno fa, aveva sbagliato nel non difendere la rivoluzione intrapresa con la scelta di Sarri. In questo, anche Agnelli ha peccato di troppa autostima: considerandosi un dirigente onnipotente, si è messo nelle condizioni di fare un ulteriore ribaltone con Pirlo che, però, non ha dato i frutti sperati”.
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