Bimbo terrorizzato dai genitori segregato

Bimbo terrorizzato dai genitori segregato a 11 anni

         
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Bimbo terrorizzato dai genitori viveva segregato. Una storia di sopraffazione e orrore dalla Sardegna. Un povero bimbo, di soli 11 anni ,che viveva rinchiuso  nella sua stanzetta ad Arzachena in provincia di Sassari . Quei genitori, che dovevano accudirlo , amarlo e prendersi cura di lui lo torturavano . Addirittura il papà lo terrorizzava con il cellulare imitando la voce del demonio e lasciandolo al buio, con porte e finestre sbarrate per giorni interi con solo un tozzo di pane per sfamarsi. E se mai avesse avuto dei bisogni corporali impellenti poteva usare un secchio messo là a sua disposizione e lasciato sporco per giorni. Questa era la punizione, che regolarmente gli infliggevano papà, mamma e zia per essere – a detta loro- un bambino troppo vivace. Come se la vivacità fosse un reato troppo grave da sopportare. Loro invece uscivano, lasciandolo solo nella sua cameretta per andarsi a divertire con amici.

Bimbo terrorizzato dai genitori, segregato fino a quando…

Queste torture sistematiche gli venivano inflitte ogni volta ” che si comportava male” a detta dei genitori. Fino a quando la notte del 29 giugno 2019, il piccolo ancora una volta martirizzato trovò la forza di comporre il numero 112 in dotazione allarma dei carabinieri. Da un cellulare senza scheda trovò il coraggio di denunciare quegli aguzzini ,che invece dovevano amarlo e proteggerlo. Una volta arrivati nella villetta soprannominata ” degli orrori” i carabinieri non poterono fare altro, che constatare la storia del piccino. I genitori furono subito arrestati, mentre la zia finì in carcere qualche mese dopo. I tre difesi dagli avvocati : Marzio Alatana, Angelo Merlini e Alberto secchi ammisero tutte le responsabilità giustificando quei metodi atroci con la necessità di educare un bambino troppo vivace. Un mese fa è però arrivata la sentenza del giudice, che li ha condannati ad 8 anni di reclusione ciascuno.

Nella sentenza del giudice…..

” Persone prive del ben che minimo senso morale e umanità, spietate e senza scrupoli, le quali non hanno esitato ad abusare , letteralmente torturandolo, di un soggetto di minore età assolutamente indifeso e alla loro merce”- Ha scritto il togato del Tribunale di Tempio, Marco Contu, nelle motivazioni della sentenza emessa per  maltrattamenti nei confronti dei genitori e della zia. Motivazioni che ha depositato ieri e che i quotidiani locali hanno reso pubbliche  solo  oggi. ” Accanimento maligno e per certi versi perverso” – Lo definisce il Gip nella sentenza. ” Non si tratta di follia, ma semplicemente di cinismo e crudeltà nei confronti di un bimbo ritenuto a volte un’ostacolo a trascorrere del tempo fuori casa per divertimento”- Ha infine commentato il magistrato. Storie di ordinaria follia? Oppure un drammatico epilogo tristemente annunciato?

Maltrattamenti in famiglia  durante il Covid 19

Il reato di maltrattamenti in famiglia è piuttosto diffuso in Italia. Secondo l’istat, il numero di denunce durante il Lockdown è notevolmente aumentato. Le telefonate ai numeri antiviolenza sono lievitate di circa il 73%. I dati sono relativi allo stesso periodo del 2019. Le chiamate al numero 1522 sono circa 5.031. Le vittime, che in questi mesi hanno chiesto aiuto sono: 2.013. Più 59% quindi rispetto all’anno scorso. Un dato veramente allarmante.

 

 

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24