Rapporto Istat lavoro 2017: +265mila unità
Rapporto Istat lavoro 2017: +265mila unità. Una crescita dovuta prevalentemente dal lavoro dipendente a tempo determinato
Un ampliamento che, per il secondo anno consecutivo, riguarda anche i giovani: il rapporto Istat lavoro 2017 vede la crescere il l tasso di occupazione 15-64 anni che arriva al 58%..
Ciò comporta il calo dei disoccupati (-105mila) e del tasso di disoccupazione (-0,5 punti) che si associa alla diminuzione dell’inattività.
Nelle imprese dell’industria e servizi il rapporto Istat lavoro 2017 vede le posizioni lavorative dipendenti in 12 milioni e 385 mila unità
L’incremento rispetto al 2016 è del 3%, trainato più dai servizi (+4,3 per cento) che dall’industria (+0,7%).
Negli stessi settori, i posti vacanti nelle imprese con almeno 10 dipendenti sono in media l’1,0% del totale delle posizioni lavorative occupate o vacanti (+0,3% rispetto al 2016).
Nelle imprese con più di 500 dipendenti si registra un aumento dell’occupazione al netto della Cig (+0,9% rispetto al 2016) e una riduzione del ricorso alla Cig (-4,1 ore ogni mille ore lavorate).
Lo stesso accade nelle costruzioni dove l’occupazione torna a crescere per la prima volta dall’inizio della crisi (+0,9%), esclusivamente per il lavoro alle dipendenze.
E’ al contrario il settore agricolo l’unico in cui si registra un calo dell’occupazione (-13 mila; -1,4%) che coinvolge anche i lavoratori dipendenti.
Un divario ancora importante, come si legge nel rapporto Istat lavoro 2017, è quello tra Nord e Sud Italia
Il Nord e il Centro hanno recuperato le perdite registrate durante la crisi, mentre il Mezzogiorno conta ancora 310 mila occupati in meno (-4,8%).
Divario del lavoro pesante anche con l’Unione europea dove l’indicatore, pari al 67,6% continua ad aumentare a ritmi più sostenuti.
La distanza dalla media europea è quasi inesistente per le regioni del Nord-Est mentre supera i 23 punti per quelle del Mezzogiorno, dove gli occupati tra 15 e 64 anni sono poco più di 4 su 10.
Rapporto Istat lavoro 2017, infine, che sorride alle donne: nel 2017 l’aumento le riguarda sia nei valori assoluti sia nel tasso.
Ciononostante il tasso di occupazione femminile è molto distante da quello maschile: su 100 donne tra 15 e 64 anni è occupata il 48,9%, mentre gli uomini che lavorano sono il 67,1%.
Photo by Lukas from Pexels
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