Disoccupazione del mese di maggio 2019

Disoccupazione del mese di maggio 2019 ai minimi

         
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L’Istat fotografa il tasso di disoccupazione del mese di maggio 2019 ai minimi dal 2012

Roma, lì 02 luglio 2019 – Continua il trend al ribasso, così dopo 7 anni la disoccupazione del mese di maggio 2019 torna sotto la doppia cifra.

 


Ancora in calo la disoccupazione che, dopo la rilevazione del mese di maggio, scende sotto la doppia cifra. La variazione con segno negativo vale 0,2% rispetto al precedente mese di aprile. Così l’Istat riporta che si è tornati al tasso di disoccupazione registrato nel 2012; quindi, sono stati necessari ben 7 anni per tornare sotto il livello del 10%. Scende anche la disoccupazione giovanile, mentre gli uomini risultano avvantaggiarsi particolarmente di questo periodo di ripresa.



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Dagli ultimi dati dell’Istat emerge un tasso di disoccupazione al 9,9%, -0,2% rispetto ad aprile, mentre il tasso di occupazione cresce al 59%. L’Istat specifica che si tratta del valore della disoccupazione è il più basso dal mese di febbraio 2012; infatti, dando uno sguardo ai numeri, in Italia sono stati rilevati:

  • 2.580.000 disoccupati;
  • nonché 23.387.000 occupati.

A maggio 2019 anche la disoccupazione giovanile è ai minimi

Nella fascia di età tra i 15 e 24 anni (che rileva la disoccupazione giovanile) il tasso di disoccupazione scende al 30,50%.

I commenti del Governo non si fanno attendere con il vicepremier Luigi Di Maio che dichiara:

«Le notizie che leggiamo questa mattina ci dicono che quella di oggi è davvero una bella giornata. Dopo esser stato attaccato per mesi dai partiti d’opposizione (e dai loro media di riferimento) che me ne hanno dette di tutti i colori, ridicolizzando il decreto dignità (dicevano che non sarebbe servito a nulla!), ancora una volta sono felice di smentire questi chiacchieroni con i fatti.»

Aggiunge l’altro vicepremier Matteo Salvini:

«Disoccupazione sotto il 10% per la prima volta dopo anni, lavoratori italiani in crescita e ai massimi storici dal 1977. Avanti così, tagliare le tasse a imprenditori, lavoratori e famiglie è un dovere morale.»

Le tendenze del mercato del lavoro

L’andamento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è sostanzialmente costante al 34,3% con:

  • una  discesa tra gli uomini (-29.000);
  • ma anche una salita tra le donne (+33.000).

Esaminando più da vicino l’aumento dell’occupazione si evince che le unità occupate:

  • tra gli uomini crescono di +66.000, mentre rimangono stabili tra le donne;
  • inoltre sono stabili tra i 15-24enni, invece sono in calo di 34.000 tra i 35-49enni ed in aumento per le altre fasce di età, soprattutto gli ultracinquantenni (+88.000).
  • infine per rapporto si registra una crescita di +28.000 degli indipendenti ed anche dei dipendenti, permanenti ed a termine per +39.000 nel complesso.

Gli occupati:

  • con contratto a tempo indeterminato giungono quindi a 14.968.000;
  • mentre quelli con contratto a tempo determinato risultano pari a 3.064.000;
  • tra gli autonomi sono invece 5.355.000.

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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".