Biotestamento: in Italia non c’è speranza

L’eutanasia in Europa è presente in nove paesi. Abbiamo l’eutanasia attiva che avviane attraverso la somministrazione di farmaci che provocano la morte. L’eutanasia passiva si ha quando vengono interrotte le cure che portano il paziente alla morte. L’eutanasia assistita che è un suicidio assistito dove la persona decide di mettere fine alla propria vita con l’ausilio di un medico che somministra dei farmaci letali. Mentre in Olanda, Belgio, Gran Bretagna, Svizzera e via dicendo questa pratica è permessa in una delle seguenti modalità appena descritte in Italia non si trova una strada che possa far sperare che il testo sul biotestamento possa proseguire il suo cammino per dare una possibilità di scelta anche al popolo italiano.

L’esame del biotestamento in aula riprenderà a Montecitorio

Si ripartirà con il voto degli emendamenti il prossimo mercoledi’ 19 aprile 2017. Riprenderanno le votazioni per quanto riguarda il “testo sul biotestamento”. E’ passato oltre un anno tra lavori e approfondimenti dal lontano 4 febbraio del 2016 dove la “commissione Affari Sociali della Camera” aveva dato il via nell’esaminare una lista di proposte di legge che riguardavano l’argomento sull’eutanasia.

L’eutanasia: dibattito aperto dal 2013 in Italia

Si discute ormai da anni dell’eutanasia in Italia e di questo argomento alla Camera dal 2013. Nel corso dei vari governi molte sono state le leggi che sono state presentate al Parlamento, persino una “petizione popolare”. La voce del popoli dovrebbe essere ascoltata e ancor più la gente dovrebbe far tesoro di quello che accade nel proprio paese e usare l’arma del voto per portare il cambiamento che il Bel Paese aspetta e merita. Dopo anni di discussioni che non hanno portato a nulla, perché effettivamente nessun testo è stato approvato bisognerà dare una risposta. Il testo ha un contenuto orientato molto chiaramente sul “riconoscimento della volontà del paziente e sulla possibilità di poter rifiutare e interrompere le cure”.

Il testo è composto da cinque articoli che pongono le regole finché si possa decidere sul “fine -vita”.  La persona quindi attraverso il DAT disposizioni anticipate di trattamento, potrà esprimere e decidere sulla modalità dei trattamenti sanitari e scegliere anche un “fiduciario” che si relazioni e lo rappresenti con le strutture sanitarie. Non resta che aspettare il prossimo mercoledì e sperare, che approvato il provvedimento, esso possa passare al Senato in seconda lettura.

Via



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: