CasaPound contro il revisionismo sulle foibe

CasaPound contro il revisionismo sulle foibe

ROMA – CasaPound contro il revisionismo sulle foibe. Il movimento politico, infatti, ha affisso ieri uno striscione in oltre cento città italiane. E lo ha fatto in occasione del Giorno del Ricordo, istituita in memoria dei martiri delle foibe con la legge 30 marzo 2004, n. 92.

La scritta, affiancata dalla ‘tartaruga frecciata’ simbolo di CasaPound, recitava: “Partigiani titini infami e assassini”. Ovviamente la sinistra ha reagito con durezza attaccando Casapound. Che però in una nota ha polemicamente spiegato:

“Stiamo assistendo negli ultimi anni a un crescendo di iniziative da parte di associazioni nostalgiche tese ad operare una revisione storica di quanto accaduto nella Venezia Giulia, in Istria e in Dalmazia dopo il 1943, una vera e propria ondata di revisionismo e negazionismo che getta fango sulle decine di migliaia di vittime innocenti dei criminali di guerra titini”.

CasaPound contro il revisionismo sulle foibe

Ecco come prosegue la nota di CasaPound:

“Oltre 750 tra foibe e fosse comuni, quasi 10.000 morti e 350.000 esuli istriani, fiumani e dalmati sono il risultato di un grande progetto di pulizia etnica operato da Tito e dai terroristi jugoslavi. Che già a partire dalla fine degli anni ’20 hanno cominciato la loro opera di guerriglia contro la popolazione civile italiana. Culminata poi nell’orrore delle foibe tra il 1943 e il 1945, attraverso attentati dinamitardi a scuole e asili, stragi ed esecuzioni sommarie”.

CasaPound conclude chiedendo di revocare il titolo di cavaliere di gran croce decorato di gran cordone, vale a dire il più alto riconoscimento assegnato dalla Repubblica italiana, a “un criminale di guerra quale Josip Tito“:

“È evidente che, se c’è ancora chi riesce a mettere in discussione fatti come quelli che hanno condotto alla morte e all’esodo di tantissimi nostri connazionali, sia necessario un maggiore sforzo da parte delle istituzioni. Per riaffermare il significato e il valore della giornata di oggi e la corretta verità storica”.

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