censimento dei rom

Censimento dei Rom, tutta la verità

Dure polemiche contro la proposta di Matteo Salvini di fare un censimento dei rom presenti sul territorio italiano.

Censimento dei Rom, le vere intenzioni di Salvini

Il leader della Lega ha detto di aver predisposto una ricognizione sulla situazione rom in giro per l’Italia per vedere chi, come e quanti sono al fine di capire come intervenire.
Il Ministro Salvini ha chiaramente precisato che non è intenzione del Governo schedare o prendere le impronte digitali. L’ obiettivo è, piuttosto, avere una fotografia chiara della situazione dei campi rom.
Lo scopo primario del censimento è tutelare migliaia di bambini in quanto non tutti ma alcuni Rom non mandano i figli a scuola regolarmente ma li costringono a chiedere l’elemosina. Inoltre il Governo vuole e deve controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei.

Si può fare il Censimento?

Secondo i dati dell’Associazione 21 luglio, i rom e sinti presenti in Italia sono tra i 120 mila e i 180 mila. Circa 26mila sono in emergenza abitativa: vivono cioè in baraccopoli formali e informali o nei centri di raccolta monoetnici. Nel nostro Paese le baraccopoli ‘formali’ sono 148, distribuite in 87 comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all’interno di insediamenti informali. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il 43% abbia la cittadinanza italiana.

Un tentativo di censire i nomadi con decreto venne effettuato nel 2008 dall’allora Ministro dell’ Interno Roberto Maroni. Tra le misure menzionate figuravano, tra l’altro, l’identificazione e il rilevamento delle impronte digitali. Progetto che venne dichiarato illegittimo dal Consiglio di Stato.

In Italia, ad oggi, un censimento su base etnica non è consentito dalla legge. Del resto esistono già dati e numeri sulle persone presenti negli insediamenti formali e informali e i rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili.

Pertanto la proposta di un censimento più che discriminatoria appare inutile o ridondante. Ma resta di fatto un’emergenza: tutelare i minori ai quali deve essere garantito uno stile di vita dignitoso all’interno di un ambiente igienico e adeguato ad uno sviluppo armonioso ed equilibrato e deve essere loro assicurata la possibilità di frequentare regolarmente la scuola.

 
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Autore dell'articolo: Samanta Airoldi

Samanta Airoldi
Nasco in quello scrigno fatto di mare e pesto chiamato Genova. Dopo aver conseguito Laurea e Dottorato in Filosofia sono andata a vivere per un periodo a Dublino e poi a Milano, dove tutt'ora mi trovo. Scrivo libri di Filosofia Politica e Sociale, collaboro con blog e web magazine e vivo una tranquilla e folle vita da Vegana/Animalista/Ambientalista seguace della Decrescita Felice.