come evitare il burnout da rientro

Come evitare il burnout da rientro

Semplici accorgimenti alla portata di tutti per evitare lo stress da rientro al lavoro che può sfociare in pericolosi burnout.

Che cos’è il burnout

Il burnout è una sorta di stress all’ennesima potenza. Letteralmente significa, infatti “esplosione”.

Originariamente, secondo le definizioni cliniche elaborate negli anni’70, il concetto di ” sindrome da burnout” si riferiva solo a determinate categorie di lavoratori come medici, psicologi, missionari i quali avevano a che fare quotidianamente con la sofferenza altrui e, per questo, rischiavano di assorbirla.

Negli anni successivi il termine ha assunto un significato più esteso e oggi si definisce sindrome da burnout una patologia derivante da elevato stress lavorativo.

E’ abbastanza frequente esserne colpiti al rientro dalle vacanze in quanto per un periodo piuttosto lungo la nostra mente e il nostro fisico si sono completamente rilassati e, dunque, sono un po’ fuori allenamento a Settembre.

Inoltre il rientro comporta anche un’inevitabile nostalgia dei luoghi visitati e delle esperienze vissute.

Se poi si aggiunge il dover riprendere il lavoro interrotto o lasciato in arretrato…il rischio di cadere vittime di burnout è alto.

Sintomi della sindrome da burnout

Come riconoscere un semplice periodo di normale stress da un vero e proprio burnout?

I principali segnali sono questi:

  1. stanchezza cronica;
  2. demotivazione e apatia;
  3. nervosismo;
  4. insonnia;
  5. emicranie e ulcere improvvise;
  6. inappetenza;
  7. disinteresse verso la sfera affettiva e sessuale.

Rimedi per prevenire o curare la sindrome da burnout

Nei casi più gravi è necessario rivolgersi ad un buon professionista, uno psicologo o un’analista per indagare le ragioni profonde.

Spesso, tuttavia, è sufficiente mettere a punto qualche piccolo stratagemma per evitare il burnout da rientro delle vacanze o, se già si sono manifestati i primi sintomi, bloccarlo sul nascere e tornare a godersi la vita.

1) Imparare a dire no. 

Che si tratti del capo che vi chiede, per l’ennesima volta, di fare gli straordinari o del collega che, come sempre, implora il vostro aiuto per svolgere anche il suo lavoro…NO! Imparate a mettere dei limiti, dei paletti di orario e compiti che siete disposti a svolgere.

All’inizio sembra impossibile ma, piano piano, vi verrà naturale.

2) Porsi degli obiettivi a breve termine

A volte la sindrome da burnout, oltreché da eccessiva mole di lavoro, deriva anche dalla frustrazione di svolgere una mansione ripetitiva, poco stimolante e che genera frustrazione.

Un piccolo trucco consiste nel porsi dei piccoli obiettivi quotidiani: migliorare le proprie vendite (se lavorate nel settore commerciale o del telemarketing), migliorare a conversare in Inglese (se avete a che fare con clienti stranieri), migliorare l’uso dei social (se lavorate nel settore marketing e pubblicità), etc…

3) Dedicarsi a un hobby

Per non permettere al lavoro di prendere il sopravvento, è importante coltivare almeno un hobby.

Può essere uno sport, giocare a scacchi, andare a lezione di decoupage o recitare con una compagnia teatrale: insomma va bene qualunque cosa che piaccia ed entusiasmi.

4) Dedicare tempo agli affetti

I colleghi a volte possono diventare anche amici ma, spesso, anche quando si esce si continua a parlare di lavoro e ciò non consente alla mente di liberarsi.

Per questo è fondamentale coltivare affetti e amicizie che non appartengano all’ambiente professionale.

Impegnarsi a dedicare a famiglia e amici almeno 1 ora al giorno e tutto il weekend senza intromissioni lavorative.

 
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di WebMagazine24
 
 

Autore dell'articolo: Samanta Airoldi

Samanta Airoldi
Nasco in quello scrigno fatto di mare e pesto chiamato Genova. Dopo aver conseguito Laurea e Dottorato in Filosofia sono andata a vivere per un periodo a Dublino e poi a Milano, dove tutt'ora mi trovo. Scrivo libri di Filosofia Politica e Sociale, collaboro con blog e web magazine e vivo una tranquilla e folle vita da Vegana/Animalista/Ambientalista seguace della Decrescita Felice.


Articoli consigliati: