Draghi e Conte

Conte: ore decisive nel M5S, i falchi verso lo strappo con Draghi

         
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Conte sta vivendo ore decisive quest’oggi. A poche ore dall’attesa votazione in Senato sul Decreto Aiuti resta da capire la posizione definitiva del Movimento Cinque Stelle. Dopo le apertura fatta da Draghi sulle proposte dei Cinque Stelle l’ex premier per ora tiene un basso profilo e non commenta né lascia dichiarazioni alla stampa. Conte vuole tenere unito il suo movimento per evitare nuovi ammutinamenti dopo il doloro strappo con Luigi Di Maio e l’abbandono di ben 61 parlamentari.

Ore decisive nel Movimento Cinque Stelle

Dentro al Movimento Cinque Stelle la tensione di strappare c’è. I cosiddetti falchi, in prevalenza al Senato, premono per la scelta drastica quella della rottura con il governo. Il rischio è concreto e gli appuntamenti di oggi a cui è chiamato Conte saranno decisivi. Oggi infatti si tiene il Consiglio nazionale del Movimento e l’ex premier presenterà un importante documento. Si tireranno le somme e si dirà se questo governo potrà continuare oppure no. Difficile ottenere l’unanimità, ma Conte punta al più ampio consenso.

In serata poi ci sarà un vertice altrettanto importante tra i senatori pentastellati. E alla fine la decisione finale sarà messa ai voti. Dopo le nove richieste consegnate dall’ex premier all’attuale premier sembrano esserci segnali incoraggianti da parte di Palazzo Chigi, a cominciare dal tema del salario minimo. Ma sul Superbonus 110% il silenzio del governo è emblematico.

Conte al bivio

Al Senato il voto di giovedì sul decreto Aiuti sarà decisivo. Sia il voto contrario che l’uscita dall’Aula sarebbero segnali chiarissimi. E porterebbero l’ex capo della Bce al Quirinale per rimettere il mandato di Presidente del Consiglio. Del resto Draghi lo ha detto in modo più che esplicito: senza il M5s non ci saranno altri governi presieduti da lui.

Prevale un lieve ottimismo nel Movimento, anche se c’è anche una certa insofferenza verso il dirigismo di Conte. C’è anche chi pensa che Draghi possa annunciare una misura sul salario minimo. Ma è tutto da vedere. Intanto Luigi Di Maio si dice contento per la volontà di parte del M5s di voler tenere in piedi l’esecutivo, al fine anche di non “mandare il Paese in esercizio provvisorio”. L’ex capo politico dei Cinque Stelle fa appello al senso di responsabilità in un momento delicato come questo.

Autore dell'articolo: Alessio Bardelli