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Corridoio Vasariano, presto il recupero e il restauro

         
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Corridoio Vasariano, presto il recupero e il restauro di una delle più importanti opere del 1500.

E’ di pochi giorni infatti la notizia della presentazione del progetto di recupero e restauro del cosiddetto  “Corridoio Vasariano” di Firenze.

Fortemente voluto dal Direttore Eike Schmidt anche dopo il famoso incidente con il quale un autista ne attentò alla stabilità investendo la struttura con un grande camion.

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Prima di parlare del nuovo progetto, giova ricordare che l’opera è stata progettata e realizzata in soli sei mesi dall’Architetto Giorgio Vasari (da qui il suo nome) su commissione di Cosimo I De’ Medici.

Esso assolveva alla funzione di collegamento (passaggio sopraelevato) fra il vecchio Palazzo Ducale (detto appunto Palazzo Vecchio) e Palazzo Pitti, nuova residenza granducale.

Tale possibilità di trasferimento in quota, denominato “Il Percorso del Principe” permetteva il passaggio con sicurezza, senza essere visti dall’esterno.

Giorgio Vasari nacque ad Arezzo il 30 luglio 1511 e morì a Firenze il 27 giugno del 1574.

La sua famiglia non era originaria di  Cortona e il loro vero cognome era Taldi e non Vasari (acquisito successivamente).
Artista poliedrico, pittore e architetto ha firmato la realizzazione di numerose opere a Firenze ed in Toscana.

Tutto ciò grazie anche alla protezione  delle più influenti famiglie e all’amicizia che lo legava allo stesso Cosimo I De’ Medici.

Una delle maggiori opere è stata  il complesso degli Uffizi a Firenze del 1560, nato come sede degli uffici amministrativi e giudiziari della città.

Corridoio Vasariano: la nuova vita

Il Corridoio Vasariano è  chiuso al pubblico fin dal novembre 2016 per “adeguamento impiantistico e funzionale”.

Il nuovo progetto prevede numerosi interventi tecnico-funzionali, nella piena osservanza della destinazione d’uso.

Il tutto senza alterarne le caratteristiche interne ed esterne, le volumetrie e le superfici, e, nel rispetto delle leggi vigenti.

Sarà così consentito l’accesso anche ai diversamente abili.

Un impianto di climatizzazione (per preservare le opere d’arte presenti dall’usura del tempo e per offrire idoneo confort a chi visita gli ambienti), cinque uscite di sicurezza (tra cui una ricavata all’interno di un vano di un pilone dopo Ponte Vecchio risalente al dopoguerra), un’illuminazione a led a basso consumo energetico e un idoneo sistema di video sorveglianza e di antintrusione.

Tecnologie moderne, quindi, applicate, ad un edificio antico.

Secondo il planning progettuale lo stabile riaprirà al pubblico nel 2021.

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Foto tratta dal sito del Ministero per i beni e le attività culturali

 

Autore dell'articolo: Marco Vittoria